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Musica nei locali, esercenti chiamati a gestire il calendario: è scontro con il Comune

Sarà demandata interamente ai titolari dei pubblici esercizi di ciascun sito acustico la predisposizione di un calendario condiviso degli intrattenimenti musicali. È quanto deciso dall’Amministrazione dopo l’approvazione, il 30 giugno, della modifica al Regolamento acustico sulle deroghe ai limiti sonori.

«Per garantire un’applicazione ponderata e uniforme delle nuove regole, contemperando le esigenze degli esercenti con la tutela psico-fisica dei cittadini – spiega il consigliere di opposizione Gabriele Moser – avevo chiesto in Consiglio comunale che fosse l’Amministrazione a promuovere direttamente un confronto tra gli operatori, così da distribuire le deroghe in modo equilibrato, evitare disparità e tutelare la quiete dei residenti. La necessità era stata condivisa dall’assessore competente Alessandro Prodorutti e da tutte le forze politiche; ciononostante, la giunta ha, poi, scelto di non attuare alcun coordinamento». Pochi giorni dopo, infatti, gli esercenti sono stati invitati a trasmettere entro il 31 luglio un calendario condiviso, che l’Amministrazione valuterà successivamente, attribuendo priorità alle iniziative socio-culturali e di promozione del territorio inserite nella programmazione annuale.

Moser ha quindi presentato un’interpellanza nel Consiglio del 21 luglio per comprendere le ragioni di tale scelta.

«Le risposte di Prodorutti – puntualizza il Consigliere – sono sconcertanti e confermano il metodo di questa Amministrazione: grandi proclami e nobili intenzioni, come quelli espressi nel programma di mandato del sindaco Vicentini, ai quali, in quasi cinque anni, sono seguiti, però, pochissimi risultati concreti».

Secondo Moser, quel che è peggio è che «vari esponenti della maggioranza hanno rassicurato per mesi gli esercenti, creando aspettative che non hanno saputo onorare. Prima promettono collaborazione e sostegno; poi, quando arriva il momento di assumersi la responsabilità di decidere e coordinare, si tirano indietro, abbandonando gli operatori a sé stessi e lasciando loro i problemi prodotti dai ritardi e dall’inerzia comunale».

«L’Amministrazione Vicentini considera le esigenze della Città, degli esercenti e dei cittadini più un impiccio da schivare frettolosamente che un impegno da affrontare con responsabilità. È l’ennesima certificazione dell’incapacità politica e organizzativa di chi governa Tolmezzo», chiosa Moser.

Sul tema interviene anche Enrico Radivo, presidente di Reset e procuratore SUAP di numerosi esercenti tolmezzini, presente in Consiglio e impegnato nella predisposizione delle pratiche autorizzative: «Anche a nome degli esercenti che rappresento, denuncio un’inefficienza organizzativa di gravità inaudita. I ritardi del Comune hanno imposto tempi strettissimi e inaccettabili nel pieno della stagione, quando i gestori non possono recarsi continuamente negli uffici e hanno, dunque, chiesto a noi di intercedere per loro».

«L’iter – prosegue Radivo – è inutilmente frammentato e manca comunicazione tra la Polizia locale, l’Ufficio Suolo pubblico, l’Ufficio Ambiente e il SUAP. Gli esercenti affrontano un percorso confuso, in una situazione di totale assenza dell’Amministrazione. È, inoltre, una follia pretendere che si auto-organizzino: il picco lavorativo impedisce loro di riunirsi e, senza una figura terza, possono emergere prevaricazioni tali da rendere impossibile un accordo condiviso».

«Il Comune deve assumersi le proprie responsabilità, garantire un coordinamento dall’alto e porre fine a uno scaricabarile che paralizza le attività nel periodo di massima affluenza. Gli esercenti non possono pagare il prezzo dei ritardi, della disorganizzazione e dell’incapacità decisionale dell’Amministrazione», conclude il Presidente.