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Moderata ripresa economica per il FVG nel prossimo triennio

Il Friuli VG, recentemente, ha offerto un quadro congiunturale caratterizzato da luci e ombre che possono però essere lette in chiave prospettica di fronte a una fase espansiva, in termini di produzione mondiale e commercio internazionale, che ha suggerito una revisione al rialzo delle previsioni di ripresa nel prossimo triennio (2017-2020). Un indicatore anticipatore dell’attività economica, quale il numero di imprese regionali, ha registrato una sostanziale tenuta su base annua nel primo trimestre del 2017 (-0,9 per cento, +0,02 per cento trimestrale). In generale, la congiuntura regionale sembra evidenziare prospettive di moderata ripresa nel triennio 2017-2020. La dinamica più favorevole delle aspettative del commercio internazionale dovrebbe essere intercettata efficacemente dall’economia del Friuli VG. In tal senso, le previsioni del Servizio Studi, Ricerche e Statistiche di  Federcasse, per il prossimo triennio, ipotizzano una crescita del Pil regionale, complessivamente, del 5,9 per cento (dal 2016 al 2020), grazie al contributo particolarmente favorevole dei settori delle costruzioni (+10,6 per cento) e dell’agricoltura (+7,8 per cento). Si tratta di una crescita più solida di quanto ipotizzato per il resto della nazione (+5,3 per cento tra il 2016 e il 2020) e che tiene anche conto del miglioramento dello scenario internazionale. La ripresa sarebbe trainata dalle esportazioni e dal marginale recupero dei consumi finali delle famiglie, in crescita dell’1,5 per cento nel 2017 e del 4,8% tra il 2016 e il 2020 grazie anche alla graduale riduzione della disoccupazione. Quest’ultima dovrebbe essersi lasciata alle spalle, nel 2015, il punto di massimo (8,0 per cento in media d’anno) per ridursi gradualmente fino al 6,3 per cento nel 2020 (poco meno del doppio di quello pre-crisi, il 3,4 per cento del 2007).

Da registrare che, nella regione, permangono una maggiore incidenza dell’accumulazione di capitale in percentuale del pil (18,6 per cento contro il 17,2 per cento italiano) e una più accentuata capacità di sviluppo delle imprese (36,1 per cento contro il 32,8 per cento italiano). Allo stesso tempo, nonostante il miglioramento del commercio internazionale e l’elevata capacità di esportare (35,1 per cento contro il 24,7 per cento italiano) delle imprese della regione, le esportazioni si sono contratte in maniera significativa. Nella rilevazione di dicembre 2016, l’avanzo commerciale è diminuito del 34,7 per cento a causa dell’effetto combinato del già citato calo delle esportazioni (-10,6 per cento) e dell’aumento delle importazioni (+17,0 per cento). Sul versante domestico, indicazioni positive sono giunte dal mercato del lavoro e da quello delle abitazioni. La disoccupazione nel II trimestre è scesa al 6,4 per cento dal 6,9 per cento, grazie anche all’accelerazione del tasso di attività che si è attestato al 70,5 per cento. Il mercato immobiliare, a sua volta, non ha confermato i dati positivi registrati nella prima parte dell’anno: a giugno 2017 le compravendite sono diminuite dello 0,3 per cento su base annua, a causa del contributo negativo del segmento degli immobili a uso non residenziale (-11,1 per cento, +3,1 per cento quelli a uso residenziale).