L’omaggio di Cercivento ai 4 Fucilati

Una meritata serenità dopo tanta, troppa reticenza. Rispetto e riabilitazione morale dopo una sanguinosa ingiustizia per raggiungere, finalmente, una piena e condivisa restituzione dell’Onore dovuto.

Il caporal maggiore Silvio Gaetano Ortis di Paluzza, il caporale Basilio Matiz di Timau, il caporale Giovanni Battista Coradazzi di Forni di Sopra e il soldato Angelo Massaro di Maniago, appartenenti alla 109° compagnia Alpini del battaglione monte Arvenis, costituiscono ormai un simbolo che la Giornata regionale della Restituzione dell’onore agli alpini fucilati trasforma in punto di partenza umano che, dal Friuli Venezia Giulia, si sta espandendo in tutta la penisola.

Sono stati in tanti a ribadirlo, a Cercivento, in occasione dell’ormai tradizionale cerimonia dedicata a questi quattro martiri, gli ennesimi, del primo conflitto mondiale. Un appuntamento struggente e alimentato nei suoi valori e nella sua importanza dal voto unanime con cui, attraverso la legge regionale 7/2021, l’Assemblea legislativa Fvg aveva ridato dignità ai soldati italiani che hanno perso la vita durante la Grande guerra, attraverso esecuzioni stabilite da sentenze sommarie dei tribunali militari.

L’evento ha preso il via con una messa celebrata nella centralissima Pieve di San Martino da don Marco Minin, cappellano militare della Brigata Julia. Le Amministrazioni comunali che hanno voluto manifestare la loro partecipazione con una significativa presenza hanno portato a Cercivento, oltre a quella del primo cittadino locale Valter Fracas, anche le fasce tricolori indossate dai sindaci Ermes de Crignis (Ravascletto, ma presidente anche della Comunità di Montagna della Carnia), Umberto Scarabello (Maniago) e Domenico Giatti (Villa Santina), insieme a quelle di Dennis Iob (vice sindaco di Cavazzo), Italo Di Gallo (assessore ad Arta Terme) e Lucia Ponte (consigliera a Paluzza).

Nutrita anche la rappresentanza delle sezioni alpine che hanno schierato i rispettivi vessilli e gagliardetti, recati dopo la conclusione del rito religioso attraverso un corteo che è salito fino al monumento in ricordo degli alpini fucilati, dove sono stati archiviati l’alzabandiera, l’onore ai caduti, la lettura della “Preghiera ai caduti” e la deposizione di una corona d’alloro, prima degli interventi delle autorità.

Il compito di rappresentare l’intera Assemblea legislativa Fvg e il presidente Mauro Bordin è stato rivestito dal consigliere Manuele Ferrari che ha voluto ringraziare “tutti coloro che hanno lavorato per anni, affinché la politica regionale, all’unanimità, restituisse il giusto onore ai nostri fusilâts. In particolare, il presidente del Cr nella XII° Legislatura, Piero Mauro Zanin, l’ex consigliere regionale e già sindaco di Cercivento, Luca Boschetti (anche lui presente), il già sottosegretario Franco Corleone e Mario Flora, pronipote di Ortis”.

“Questo – ha aggiunto Ferrari – è un giorno molto importante, ma non certo un punto di arrivo. Ora sarà necessario raggiungere ulteriori obiettivi con il Fvg sempre a fare da traino nei confronti delle altre Regioni per andare fino in fondo e convincere il Governo ad approvare quanto già riconosciuto nella nostra regione”.

Anche il collega Andrea Carli, dal canto suo, ha auspicato che “alla luce del grande impulso impresso alla causa nell’ultimo periodo della scorsa legislatura regionale, ci sia un rinnovato impegno a spingere affinché anche lo Stato italiano, alla pari di Francia e Gran Bretagna, si doti di una legge specifica. Spero si proceda ancora una volta per dare un’ulteriore spinta al nostro presidente, allo scopo di esercitare le giuste pressioni in Parlamento e approvare la legge che tanto auspichiamo”.

Il sindaco Fracas ha quindi rimarcato il fatto che “le penne nere possono finalmente partecipare a questa commemorazione serenamente e senza divieti. Così, anche noi, possiamo portare con altrettanta serenità il giusto omaggio a queste vittime. Grazie alla Regione Fvg che ha ridato loro l’onore, ora attendiamo lo Stato. Grazie, inoltre, alla popolazione di Cercivento che nell’arco di 100 anni avrebbe anche potuto dimenticare con facilità, invece di tramandare tutto fino a noi con questa passione”.

Anche il professor Andrea Zannini, componente della Consulta storica sulle fucilazioni e sulle decimazioni per l’esempio (nominata proprio grazie alla lr 7/2021), ha voluto ricordare il contributo di Zanin e Boschetti “per trasformare una tradizione di cerimonie in qualcosa di normativo che potesse creare i presupposti al fine di andare oltre Cercivento, punto di partenza comunque indiscutibile. La normativa regionale ha istituto non solo questa giornata, ma ha nominato anche una commissione per le ricerche storiche composta dagli studiosi degli atenei di Trieste e Udine, più il professor Guido Crainz. Il progetto si dedicherà a fucilati e decimati friulani e della Venezia Giulia, per poi allargarsi anche a livello nazionale”.