Lingua e identità friulane in primo piano nel congresso della Filologica a Venzone

“La lingua parlata è fondamentale per l’autonomia e l’autodeterminazione di un territorio e delle sue comunità, non è solo una questione culturale”.

Lo ha detto esprimendosi in friulano il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, prendendo parte, nel duomo di Venzone, al 98esimo congresso della Società filologica friulana, dove monsignor Roberto Bertossi aveva anticipato l’evento celebrando la santa messa in marilenghe, il Complesso Bandistico Venzonese diretto dal maestro Alberto Zamolo aveva suonato nel sagrato le più note arie musicali friulane e il gruppo storico Suonatori di tamburi medioevali aveva riempito la piazza con suoni di un tempo.

Ai presenti Zanin ha parlato di identità che si perderebbe e di Regione autonoma che sarebbe come tutte le altre se non tenesse salde le sue realtà linguistiche, si tratti del friulano piuttosto che dello sloveno o del tedesco. E ha reso noto l’impegno che il Consiglio regionale sta portando avanti in questi giorni nel rinnovo della convenzione con la Rai, a scadenza il prossimo 30 ottobre, per trasmissioni in friulano e con la prospettiva di avere anche un telegiornale interamente in lingua.

“Tutto parte dalle nostre radici – ha quindi rimarcato il presidente – e allora mi chiedo perché, quando arriva la festa cristiana di Ognissanti, noi festeggiamo Halloween mentre permettiamo che nelle nostre scuole venga impedito di recitare la preghiera del Padre nostro. La lingua è la base della nostra coscienza, da dove partire per difendere la nostra storia e le nostre tradizioni, e ne abbiamo bisogno per sentirci popolo”.

Presente anche l’assessore regionale Barbara Zilli, che ha detto: “Il Friuli è radici salde, nostalgia della propria storia, orgoglio per i suoi valori fondati sul senso di sacrificio e di umiltà. La forte identità che lo caratterizza ci porta nel mondo a dirci prima di tutto friulani: siamo diversi da paese a paese, come le sfumature delle varianti della lingua friulana, ma dobbiamo ancora saper essere uniti nelle difficoltà. Qui a Venzone la lezione è stata ben chiara: con Gemona è simbolo della ricostruzione modello Friuli nel mondo”.
Zilli ha ribadito che la Regione è fortemente impegnata a sostenere tutte le iniziative necessarie per continuare a mantenere unità, cultura e identità linguistica del popolo friulano. “Anche la dura prova della pandemia ci ha visto uniti – ha affermato – e ha rinvigorito il senso di solidarietà: ci siamo offerti ad aiutarci e aiutare gli altri, anche con gesti concreti come per esempio quando gli artigiani si sono resi disponibili a fabbricare mascherine da distribuire a chi ne aveva bisogno nella prima e più dura fase della pandemia. Ora la guida è in tutti noi assieme, che guardiamo con fiducia al Friuli nel cuore dell’Europa”.

Numerosi i saluti delle autorità, a cominciare dal padrone di casa, il sindaco di Venzone, Amedeo Pascolo, che ha citato lo storico sodalizio tra il Comune dell’Alto Friuli e la Filologica che risale al 1971, quando curatore del numero unico “Venzon” fu l’allora vicepresidente della società, Luigi Ciceri, di cui ricorrono i 40 anni della morte e a lui è dedicato il nuovo numero unico “Vençon”.

A seguire Loris Basso, presidente dell’ente Friuli nel mondo, ha sottolineato che vi sono più friulani sparsi nei 5 continenti che nel Friuli stesso. Marcus Maurmair, presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana, ha detto che la lingua è il primo collante di cui abbiamo bisogno. Eros Cisilino, presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana, ha evidenziato la necessità di fare in modo che il Friuli sia sempre più unito.

La senatrice Tamara Rojic ha evidenziato la straordinaria bellezza e l’importanza di un luogo come Venzone che vanno preservare e, da rappresentante della minoranza slovena, si riconosce anche nelle altre comunità che compongono il Friuli Venezia Giulia. L’europarlamentare Elena Lizzi ha ringraziato coloro che, negli anni, hanno lavorato portando avanti una coscienza popolare di appartenenza a un’identità minoritaria tra cui quella friulana.

Di due studiosi gli interventi dal sapore più storico: di Enos Costantini “In laude dai Cogoçs”, una “lode” piena di spunti divertenti e storici sull’origine dei vari nomi con cui sono chiamate le zucche in friulano, mentre a Gianfranco Ellero è stato affidato il il compito di ricordare Luigi Ciceri.

Non da ultimo, la giornata ha visto le premiazioni della XX edizione del premio dedicato ad Andreina e Luigi Ciceri (tutto rosa il podio: prima Laila Del Fabbro, a seguire a pari merito Teresa Vidoni, Irene Fabiani e Vanessa Deotto) e la presentazione del numero unico !Vençon!, che il presidente della Società filologica, Federico Vicario, ha donato in omaggio al sindaco Pascolo. Vicario si è, poi, soffermato sui limiti che ha causato la pandemia da Covid-19 nel poter portare avanti l’opera di diffusione della Società, che è comunque riuscita nel suo scopo attraverso eventi organizzati a distanza grazie a una capacità e a una visione del saper andare avanti, oltre all’essersi attrezzati con una adeguata piattaforma multimediale.

In chiusura, il passaggio simbolico del gonfalone della Filologica da Venzone a Spilimbergo, il Comune che ospiterà l’edizione 99 del congresso societario.