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Le gare dei Giovanissimi hanno aperto la due giorni di grande ciclocross sullo Zoncolan

Ci sono montagne che fanno da sfondo e altre che entrano direttamente nella storia della gara. Il Monte Zoncolan appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Sulle sue falde, a quota 1.310 metri, il Giro Regioni Ciclocross ha trovato un palcoscenico capace di unire la forza del paesaggio, il fascino di un luogo simbolo per il ciclismo, alla qualità tecnica di un tracciato destinato a lasciare il segno.

Il circuito è stato ricavato nell’unico pianoro del versante di Sutrio, proprio dove partono gli impianti di risalita verso la vetta di Sua Maestà, il Kaiser. Oltre la linea d’arrivo, il profilo della montagna si staglia netto nel cielo e sembra vegliare sui corridori, chiamati a misurarsi con un percorso scenografico, selettivo e dall’elevato tasso di spettacolarità, liberamente ispirato ai grandi appuntamenti della Coppa del Mondo. In questo scenario la Carnia Bike ha lavorato con competenza e passione alla preparazione della quarta tappa del Giro Regioni Ciclocross, organizzata nel ricordo di Stelio: un impegno portato avanti lontano dai riflettori, curando ogni dettaglio per consegnare agli atleti un circuito vario, completo e perfettamente rispondente ai requisiti regolamentari.

Il primo assaggio di gara della due giorni di “Zoncross” è arrivato oggi con le prove promozionali riservate ai Giovanissimi, impegnati sullo Short Track disegnato lungo una porzione del tracciato principale. Una giornata dedicata alla memoria di Matteo Chieu, uno degli antesignani della storia della Carnia Bike e del suo progetto rivolto al ciclismo giovanile, la cui eredità continua a vivere nei ragazzi che hanno animato il pianoro dello Zoncolan. Complessivamente saranno poco più di cinquecento i partecipanti della due giorni, comprendendo anche i circa centosettanta iscritti alla Junior Cross: numeri importanti, che raccontano la capacità di questo appuntamento di richiamare famiglie, società e giovani promesse del fuoristrada. Dall’ASD Romano Scotti, comitato organizzatore del GRC, è arrivato un convinto plauso alla Carnia Bike per il lavoro svolto dietro le quinte e per la qualità di un allestimento degno della cornice che lo ospita. Alla vigilia delle gare, la tappa è stata presentata ufficialmente nel salone d’onore dell’Hotel Enzo Moro, quartier generale e sede logistica della manifestazione. L’attesa, adesso, è tutta per il confronto sul campo. 

Tra i nomi più osservati svetta, ed è davvero il caso di dirlo considerando la sua statura e la quota raggiunta dal circuito, quello del friulano Stefano Viezzi, portacolori dell’Alpecin-Deceuninck. Per lui quella dello Zoncolan sarà una gara di casa nel significato più autentico dell’espressione: abita infatti appena qualche tornante più a valle e conosce bene queste montagne, la loro durezza e il carattere di una terra che non concede nulla senza chiedere fatica. Domani, quando il silenzio dell’alta Carnia sarà spezzato dal richiamo del pubblico e dal rumore delle ruote sul terreno, il Kaiser tornerà a essere giudice severo e maestoso. Non ci saranno le pendenze leggendarie che hanno scritto pagine memorabili del ciclismo su strada (quelle iniziano pochi tornanti più in su e caratterizzano l’intero versante di Ovaro), ma un labirinto di curve, contropendenze e passaggi tecnici nel quale serviranno coraggio, lucidità e sensibilità di guida. Lassù, a un passo dalle funivie e con la cima a dominare l’orizzonte, il Giro Regioni Ciclocross è pronto a vivere una delle giornate più suggestive della sua stagione. Ospite d’onore Stefano Bandolin, il vicepresidente vicario della Federazione Ciclistica Italiana.

(foto di Alessandro Billiani)