Biogas dai reflui liquidi, upgrade per la depurazione targato Carniacque-Università

Carniacque Spa, in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, ha rafforzato i rapporti di collaborazione in essere nel mondo della ricerca applicata ai processi di depurazione, anche attraverso la creazione di un apprendistato di alta formazione in dottorato di ricerca tra i primi in Regione nel suo campo.

fabrizio luchesIl progetto di ricerca, avviato nella seconda metà del 2015, riguarda l’upgrade di un reattore per la depurazione acque, anaerobico ad alta velocità di tipo UASB (in uso all’estero ma quasi sconosciuti in Italia), attraverso pre-trattamenti innovativi della matrice organica (scarichi caseari e residui di macelli attualmente destinati alle discariche e ovviamente i reflui urbani). Con questo miglioramento processistico si potranno ottenere notevoli vantaggi per il sostegno energetico della fase depurativa (generazione di biogas) e un utile veicolo per il trattamento di rifiuti liquidi organici, a vantaggio della sostenibilità dell’intero ciclo idrico integrato con rendimenti energetici nell’ordine dell’80-85%, oltre alla riduzione dei gas serra.

Il progetto prevede il coinvolgimento di un Dottorando di ricerca dell’Università di Udine, che segue costantemente lo sviluppo della ricerca applicata presso il depuratore consortile di Tolmezzo, dove è installato l’impianto pilota e costituirà riferimento per le future fasi di innovazione.

L’iniziativa si inquadra all’interno di un nuovo gruppo di lavoro stimolato dai vari gestori del territorio friulano, sensibili all’innovazione del ciclo idrico integrato, con la collaborazione delle Università di Udine e Trieste, che è denominato Centro Studi H2O.

“Questo è una dimostrazione concreta – spiega il presidente di Carniacque Spa, Fabrizio Luches – che il territorio può dare molto sia in termini di risorse umane che economiche, basta creare o mantenere le condizioni affinchè ciò si verifichi”.

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