Infortunio mortale in Cartiera ad Ovaro, perde la vita il 34enne Patrick Cattarinussi

Ancora un tragico infortunio sul lavoro in Friuli. Questa mattina attorno alle ore 9.00 un uomo di 34 anni, Patrick Cattarinussi della frazione di Chialina, è morto incastrato in un macchinario, all’interno dello stabilimento della Cartiera Reno De Medici di Ovaro.

Sul posto, allertati dai colleghi, sono giunti i soccorsi del 118 con una ambulanza in codice rosso, i Vigili del Fuoco di Tolmezzo e Udine e i Carabinieri della Compagnia di Tolmezzo, ma purtroppo l’operaio è deceduto per il grave trauma cranico riportato.

La notizia è stata accolta con grande costernazione dall’intera comunità e non solo. Cattarinussi era uno sportivo e partecipava fra l’altro alle maratone, come dimostra la foto, tratta dal suo profilo Facebook, scattata alla Maratona di Venezia.

LA NOTA DEL GRUPPO DE MEDICI

La Società Reno De Medici in una nota si dice profondamente colpita dall’incidente avvenuto. Esprimendo il più sentito cordoglio per la perdita di Patrick, si stringe intorno alla sua Famiglia in questo triste momento.
Il Gruppo annuncia la fermata di tutti gli impianti dello stabilimento fino a domani in segno di rispetto e di vicinanza.

IL COMMENTO DEI SINDACATI

“Non siamo in grado di entrare nel merito dell’incidente ma siamo sicuri che sulla sicurezza sul lavoro si debba riprendere il percorso per garantire in questa azienda come nell’intero mondo del lavoro la certezza che ogni lavoratore possa tornare a casa nelle stesse condizioni in cui è entrato in fabbrica”. Lo riferiscono i rappresentanti del sindacato Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil e la Rsu della Cartiera esprimendo il cordoglio per la tragedia della morte del giovane lavoratore. È, scrivono i sindacati in una nota, “l’ennesimo caso che colpisce il mondo del lavoro in regione Friuli Venezia Giulia. Riteniamo opportuno ribadire che per la Sicurezza sul lavoro non si fa mai abbastanza, non si parla mai abbastanza, non si informa mai abbastanza i lavoratori: deve nascere la cultura della sicurezza, e non la semplice nozione”, conclude il comunicato.

“L’UGL esprime cordoglio e vicinanza per l’operaio di 35 anni morto mentre stava lavorando in una cartiera. Negli ultimi anni emerge una crescita significativa degli infortuni che coinvolgono i giovani sotto i 35 anni, il che conferma la precarietà lavorativa a cui, spesso, i nostri giovani si devono adattare. Per questo, bisogna agire su più fronti: urgono interventi strategici che coinvolgano le Istituzioni, le aziende e i lavoratori, i quali devono collaborare insieme affinché il lavoro diventi più sicuro e duraturo; è inoltre necessario diffondere una maggiore formazione e cultura della sicurezza ai lavoratori, perché sono loro stessi, tal volta, i primi a non utilizzare precauzioni, considerate come se fossero un ingombro”. Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL“L’UGL continuerà nella sua lotta contro il fenomeno delle morti bianche attraverso il tour in Italia ‘Lavorare per Vivere’, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza.”

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