In Fvg diminuiscono i reati denunciati ma crescono truffe e frodi informatiche

Ieri, nella Caserma di Udine, sede del Comando Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, si è celebrato il 205° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Presenti alla cerimonia le autorità civili, militari e religiose della regione ed i gonfaloni della città di Udine e della Regione. Lo schieramento militare si componeva di una rappresentanza di carabinieri della Legione, nobilitato dall’ingresso nelle fila della Bandiera di Guerra del 13° Reggimento di Gorizia, “simbolo degli intramontabili valori della Patria”, come ha precisato nel rituale discorso il Generale di Brigata Vincenzo Procacci, Comandante della Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.

Nella allocuzione Procacci ha rivolto anche un pensiero al Maresciallo Maggiore Vincenzo DI Gennaro, ucciso a Cagnano Varano (FG) il 13 aprile scorso e ha idealmente abbracciato tutti i Caduti perché, come riportato nel recente volume “Etica del carabiniere”, “abbandonarli all’oblio significherebbe non solo mancare di rispetto a chi ha onorato il suo ruolo nel modo più alto, ma anche rischiare di indebolire i principi per i quali questi italiani sono morti”.

Nel rivolgere un plauso a tutti i Comandanti di Stazione, definiti “autentiche sentinelle del territorio”, il Generale ha fornito un consuntivo sull’attività prodotta dall’Arma dal 1 giugno 2018, sottolineando come i Carabinieri si siano occupati complessivamente di 24.139 reati, pari a oltre il 75% delle denunce presentate alle Forze di polizia.

Come già argomentato dal Procuratore generale della Repubblica all’inaugurazione dell’anno giudiziario, i reati denunciati risultano complessivamente in diminuzione, anche se alcuni sono in crescita, come ad esempio le truffe e le frodi informatiche, divenendo pertanto segmenti ove meglio finalizzare le risorse investigative.

Encomiabile l’attività di soccorso svolta dall’Arma in occasione dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito lo scorso novembre soprattutto la Carnia.

Come ha spiegato ancora il Comandante della Legione, sono stati svolti in tutta la regione, dal 1 giugno 2018 al 31 maggio 2019, ben 66.000 servizi esterni con 345.000 ore dispiegate sul territorio. Non sono mancati i feriti in servizio, ben 54, normalmente frutto di violenta reazione ad attività di legittima sicurezza istituzionale.

Al termine del discorso, il Generale si è congratulato con il personale alle sue dipendenze per la tenacia e l’esempio che ha saputo profondere, esortando tutti i carabinieri a continuare nella quotidiana azione a tutela della comunità e volta a diffondere la cultura della legalità.

La cerimonia comprendeva anche un momento premiale, tributando con solennità alcune onorificenze ai militari particolarmente distintisi in servizio.

Nell’androne dell’ingresso è allestita, per la prima volta, una mostra di uniformi e oggettistica, anche editoriale, con l’intento di rappresentare icasticamente 5 momenti storici che hanno interessato il territorio di questa regione. In ordine cronologico: l’assalto al monte Podgora del 19 luglio 1915, durante il primo conflitto mondiale, costato la vita a un ufficiale e 52 carabinieri; l’ingresso nella Gorizia liberata, all’alba del 9 agosto 1916, dello Squadrone dei Carabinieri Reali; la morte in combattimento, il 16 marzo 1941 in Africa Orientale, del brigadiere friulano Attilio BASSO, Medaglia d’Oro al Valor Militare (cui è intitolata la sede del Comando Legione); l’efferato eccidio di 12 carabinieri il 25 marzo 1944, a Malga Bala (ora territorio sloveno), ad opera unità slave del IX Corpus; infine, il 31 maggio 1972, l’attentato dinamitardo di Peteano di Sagrado (GO), dove persero la vita 3 militari dell’allora Tenenza Carabinieri di Gradisca d’Isonzo.