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Imprenditoria femminile in Fvg, crescono qualità e innovazione

L’imprenditoria femminile in Friuli Venezia Giulia scatta una fotografia di consolidamento strutturale, con segnali positivi che arrivano dalla qualità delle forme giuridiche e dalla spinta verso l’innovazione. Secondo il report del Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine aggiornato al 31 dicembre 2025, le imprese guidate da donne nella regione sono 21.685, rappresentando il 22,4% del tessuto produttivo totale. Si tratta di un valore superiore alla media nazionale (22,3%) e ai dati di Veneto e Trentino Alto Adige.

Nonostante una lievissima flessione numerica dello 0,2%, i dati evidenziano un rafforzamento qualitativo: le società di capitale femminili sono aumentate dell’1,9%, un indicatore che il presidente camerale Giovanni Da Pozzo interpreta come segnale di maggiore resilienza e visione a lungo termine. Cresce anche il fronte dell’innovazione: a febbraio 2026 le start-up innovative femminili sono salite a 27 (12,8% del totale regionale), con una forte presenza nel settore energetico ad alto valore tecnologico.

Le imprese “rosa” si confermano inoltre più giovani e internazionali rispetto alla controparte maschile. Il 9,3% delle attività è guidato da under 35 e le imprenditrici straniere (soprattutto cinesi e rumene) rappresentano il 16,6% del comparto. I settori di maggior presenza rimangono i servizi alla persona, il commercio e la ristorazione, ma è proprio per supportare il salto tecnologico che il Comitato imprenditoria femminile ha lanciato il percorso formativo “IA al lavoro”.

Il ciclo di tre webinar, presentato dalla presidente del Comitato Renata Lirussi, partirà lunedì 16 marzo con un focus sul machine learning, proseguirà il 30 marzo con il prompt engineering e si concluderà il 13 aprile trattando i temi dell’etica e della privacy legati all’intelligenza artificiale. Le iscrizioni sono aperte sul sito dell’ente camerale.

Sul fronte del mercato del lavoro, il Friuli Venezia Giulia vanta performance d’eccellenza. Il tasso di occupazione femminile (fascia 20-64 anni) tocca il 68,7%, superando di oltre 11 punti la media italiana, con un divario di genere regionale sensibilmente più contenuto rispetto a quello nazionale. Anche la disoccupazione femminile, al 5,1%, è inferiore al dato italiano (7,3%). Permane tuttavia lo squilibrio relativo al tempo parziale: in regione, l’81,9% dei lavoratori a part-time è costituito da donne.

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