Il terremoto del Friuli rivive nei presepi: a Gemona una mostra tra memoria e rinascita
La devastazione del terremoto del 1976, le macerie dei paesi distrutti, la forza di una comunità capace di rialzarsi e ricostruire il proprio futuro. Cinquant’anni dopo, la memoria dell’Orcolat incontra la tradizione del presepe, trasformando il ricordo della tragedia in un racconto di speranza e rinascita. È questo il filo conduttore della mostra «L’Orcolat e il Friuli, il terremoto e il presepe», inaugurata oggi, sabato 31 ottobre, a Palazzo Elti, nel cuore di Gemona del Friuli.
L’esposizione propone un percorso che intreccia storia, arte e spiritualità attraverso oltre 300 fotografie dei territori di Gemona, Artegna e Venzone, tra i centri maggiormente colpiti dal sisma, e 30 opere realizzate da maestri presepiai provenienti da tutta Italia. Un accostamento che mette in relazione le immagini della distruzione con la rappresentazione della Natività, facendo emergere il significato universale della speranza anche nei momenti più drammatici della storia di una comunità.
Le fotografie restituiscono la dimensione di una catastrofe che ha segnato profondamente il Friuli e la sua popolazione, mentre le creazioni artistiche raccontano la capacità di trasformare il dolore in una prospettiva di rinascita. Il presepe diventa così non soltanto un simbolo religioso legato alla tradizione natalizia, ma anche una rappresentazione della vita che riprende, della solidarietà e della volontà di ricominciare.
L’iniziativa si inserisce nel percorso delle commemorazioni dedicate al cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, offrendo un’ulteriore occasione di riflessione sulla ricostruzione friulana, considerata non soltanto nella sua dimensione materiale, ma anche sotto il profilo umano, sociale e spirituale.
Particolare rilievo assume il ruolo svolto dalla Chiesa friulana negli anni successivi alla catastrofe, quando accanto all’impegno delle istituzioni e delle comunità locali si sviluppò una straordinaria mobilitazione di solidarietà. Un patrimonio di esperienze che la mostra intende trasmettere anche alle nuove generazioni, attraverso un linguaggio capace di unire documentazione storica e interpretazione artistica.
Il percorso espositivo diventa dunque un ponte tra passato e presente, tra la memoria di chi visse direttamente il terremoto e quella di chi ne ha conosciuto le conseguenze soltanto attraverso i racconti familiari, le testimonianze e le immagini.

All’inaugurazione hanno partecipato numerose autorità, tra cui il sindaco di Gemona Roberto Revelant e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha sottolineato il valore culturale e commemorativo dell’iniziativa.
«La mostra è una meravigliosa iniziativa che collega il tema della Natività alla ricostruzione dal terremoto con oltre 300 foto dei territori di Gemona, Artegna e Venzone colpiti dal sisma e 30 opere realizzate dai maestri presepiai di tutta Italia, in cui la tragedia del terremoto trova la chiave della rinascita nella rappresentazione della venuta del Salvatore», ha dichiarato Zilli.
L’assessore ha quindi richiamato il significato dell’esposizione nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario. «Quest’esposizione, che conclude in maniera ideale le iniziative gemonesi per il 1976, ci riporta a cinquant’anni fa e al ruolo importantissimo che ebbe la Chiesa friulana nella ricostruzione e offre una testimonianza particolarmente preziosa soprattutto per le giovani generazioni. Emozionante il lavoro di tanti artisti che ebbero la capacità di trasformare l’angoscia per una calamità soverchiante nella superiore speranza di vita illustrata dal presepe».
Zilli ha infine voluto ricordare altre due ricorrenze legate alla memoria dei terremoti e alla storia della ricostruzione. «Esattamente 24 anni fa il Molise veniva scosso da un terremoto che causò trenta morti: tutte le popolazioni che hanno vissuto il sisma conoscono la traccia profonda che questo lascia nella memoria collettiva e ne sono affratellate».
Un ultimo pensiero è stato dedicato a Salvatore Varisco, già assessore regionale alla Ricostruzione, scomparso dieci anni fa. «Fu uno degli straordinari protagonisti della ripresa del nostro Friuli, una figura che vogliamo sempre ricordare con gratitudine», ha concluso l’assessore regionale.
