Il rilancio del territorio nel documento inviato da CUMò agli amministratori della Carnia

Si chiama “Una visione aperta per la Carnia di domani” il documento inviato da CUMò (Carnici Uniti per la Montagna) agli amministratori carnici, frutto di alcune settimane di lavoro che hanno visto i giovani amministratori della Carnia riuniti nel progetto confrontarsi e ragionare su ciò che a loro avviso è necessario per rilanciare il territorio.

Il documento è stato suddiviso in quattro aree tematiche ed è aperto, perché vuole essere l’avvio di un processo di confronto e contaminazione, ma con la ferma convinzione della necessità di trovare un punto di approdo concreto.

“Siamo partiti da un inquadramento generale relativo a quell’area che abbiamo chiamato “Futuro”, ovvero quello che riguarda le linee generali inerenti la pianificazione e la strategia territoriale da adottare – dicono da CUMò -. Abbiamo proposto un’analisi dell’esistente, attraverso lo strumento delle mappe di comunità, e la successiva elaborazione di uno strumento tecnico per la pianificazione urbanistica generale. Assieme a ciò abbiamo pensato ad un intervento più deciso dell’ente sovra-territoriale anche nelle politiche locali, dove queste possono avere ricadute oltre i confini comunali. Riteniamo importante pensare ad un Parco Naturale della Carnia, volto alla tutela ambientale e al connubio con il concetto di “wilderness”, anche in chiave di promozione turistica; di pari passo l’avvio di un percorso che vada nella direzione del Contratto di fiume, ovvero di una modalità partecipata di gestione del Tagliamento, basato su una sua valorizzazione che superi i confini comunali. Inoltre riteniamo necessario un potenziamento dell’ufficio Progetti europei, anche in vista della nuova programmazione”.

“Tutto questo in funzione di un’opera di promozione e di rilancio dell’immagine del territorio carnico, mettendo in luce gli aspetti positivi del scegliere la nostra terra, in un’ottica finalizzata in particolare all’attrattività di nuovi residenti, in un’epoca nella quale i grandi centri urbani hanno dimostrato tutti i loro limiti dopo lo scoppio della pandemia – prosegue la nota -. A tal proposito pensiamo anche ad una regia della promozione in Carnia, che metta assieme gli operatori del territorio. Riteniamo infine necessario stimolare una maggiore proattività delle persone sperimentando modelli di partecipazione attiva della popolazione e delle organizzazioni profit e no profit presenti sul territorio”.

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