Il libro “Orcolat 45” omaggia chi intervenne subito in Friuli dopo il sisma del 1976

“Io quando viene il terremoto vado nella tenda dei soldati, così non ho più paura”. È tutto in questa frase di un ragazzo friulano, nei tragici giorni del maggio 1976, il significato del libro “Orcolat 45”, un omaggio ai tanti reparti dell’Esercito – ma anche a enti e associazioni – che intervennero con grande tempestività per fronteggiare la drammatica emergenza.

Il volume, curato da Carlo Dorigo e Donatello Brugiolo e patrocinato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è stato presentato oggi nel salone del Parlamento della Patria del Friuli, a Udine, accompagnato dall’intensa proiezione di un filmato dell’Esercito che documenta la lunga e complessa attività nell’immediato dopo-sisma, come hanno spiegato i rappresentanti dell’Associazione nazionale del Fante di Cividale, che ha portato avanti l’iniziativa della pubblicazione.

Presente alla cerimonia, il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin ha parlato di un libro che in qualche modo chiude la vicenda del terremoto dal punto di vista storico e ha voluto rendere omaggio ai tantissimi militari di leva che erano presenti in Friuli e, poco più che diciottenni, spesso provenienti da regioni lontane, prestarono aiuto alle popolazioni, confrontandosi con una comunità diversa dalla propria. E tutto questo è stato reso possibile – è stato ancora detto nel corso dell’intervento – dal servizio di leva obbligatorio che ha formato decine di migliaia di giovani, non solo sul piano militare ma anche su quello della solidarietà e dei valori.

Zanin ha osservato che se in Italia il senso civico oggi risulta scolorito, lo si deve anche alla cancellazione della leva, che consentì l’emancipazione di tanti giovani e anche l’attivazione del cosiddetto ascensore sociale, con il progressivo emergere della classe media, vera ricchezza del Paese. L’auspicio è dunque quello della reintroduzione della leva in qualche nuova forma, adattandola ai tempi, anche per ingrossare le fila di quelle associazioni, come gli alpini, che rischiano di trovarsi senza più giovani e dunque senza ricambio. L’obiettivo sarebbe anche quello di contrastare la democrazia recitativa, così definita da Zanin, che pensa di assolvere i suoi doveri solo al momento delle elezioni, senza poi bisogno di confrontarsi con i corpi sociali. Il presidente ha poi osservato che il post terremoto ha consentito al Friuli di cambiare faccia, grazie alla ricostruzione.

Nel corso della cerimonia, preceduta stamattina dalla deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti di piazza Libertà in occasione della Festa della Fanteria, è stata ricostruita la complessa struttura organizzativa alla base del lavoro dell’Esercito nel 1976, tanto più preziosa in quanto la Protezione civile – istituita nel 1992 – non era ancora nata. All’evento hanno partecipato anche il Comune di Udine, padrone di casa, rappresentato dal vicesindaco, e il presidente nazionale dell’Associazione del fante. Agli autori di Orcolat 45 e all’Anf di Cividale è stato donato il sigillo del Consiglio regionale.