“Il Friuli ringrazia e non dimentica”, dal 6 maggio la mostra del Circolo Filatelico Numismatico Gemonese
S’intitola “Il Friuli ringrazia e non dimentica” la mostra che verrà inaugurata mercoledì 6 maggio alle ore 10 presso la sede del Circolo Filatelico Numismatico Gemonese – Collezionisti di memorie, in via XX Settembre 10 a Gemona del Friuli (di fronte al cinema Sociale). In quella stessa giornata, dalle 10 alle 15, verrà attivato un ufficio postale distaccato dove sarà possibile ottenere l’annullo speciale realizzato per l’occasione insieme al francobollo commemorativo, anch’esso dedicato al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, inserito nella serie tematica “I valori sociali” e prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato su proposta proprio del Circolo. L’annullo vuole anche essere un simbolico richiamo alla memoria di un piccolo ma significativo elemento del nostro patrimonio, ovverosia il tondo in pietra del quattordicesimo secolo con San Cristoforo e il Bambino disperso a seguito del terremoto, che era collocato sulla facciata della distrutta chiesa di San Giovanni in Brolo di Gemona. Un segno semplice ma profondo di ciò che è andato perduto e che merita di continuare a vivere nel ricordo collettivo. La mostra sarà aperta al pubblico con ingresso libero anche nei giorni di venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 18.
IL MISTERO DEL TONDO IN PIETRA
Scolpita nella pietra raffigurava, entro un tondo, il volto di San Cristoforo con il Bambino Gesù. Risaliva al XIV secolo ed era murata, fino al 1976, sulla facciata della distrutta chiesa di San Giovanni in Brolo, situata nel centro storico di Gemona.
Il tondo trecentesco (eseguito attorno al 1337) aveva dimensioni notevoli: misurava cm 80 x 85 circa. Il San Cristoforo disperso aveva un “gemello”: era infatti del tutto simile al San Cristoforo, raffigurato a figura intera, sulla facciata del Duomo di Gemona.
Il volto richiama in modo evidente quello del San Cristoforo, la colossale scultura in pietra che si ammira in tutta la sua grandiosità sulla facciata del duomo. Sulla base dei documenti d’archivio sappiamo che essa fu eseguita nel 1331- 1332 dal maestro Giovanni Griglio assieme al figlio. La chiesa di san Giovanni fu consacrata il 9 giugno nel 1337, il giorno successivo alla consacrazione del duomo. Questa data può essere considerata un termine di riferimento anche per il tondo, eseguito verosimilmente dalla stessa bottega locale che aveva ottenuto commissioni tanto per il duomo di santa Maria Assunta, la chiesa principale, quanto per la chiesa succursale dedicata a san Giovanni Battista, precursore di Cristo.
Come documentano le immagini fotografiche, dopo la scossa del 6 maggio del 1976, il tondo con San Cristoforo era ancora nella sua posizione originaria, murato in alto, a fianco del portale della chiesa di San Giovanni. Le successive scosse di settembre provocarono ulteriori gravi danni all’edificio e da quel momento si è persa traccia del tondo scolpito. La scomparsa viene fatta risalire alle operazioni di sgombero delle macerie nel centro storico di Gemona che interessarono anche il sito di via San Giovanni dove era ubicata la chiesa. Il tondo potrebbe essere precipitato a terra con i crolli e asportato in frantumi assieme ad altro materiale. Tuttavia all’epoca alcune testimonianze riferirono che l’opera era stata recuperata e portata, nell’inverno 1976-1977, in un deposito provvisorio di Gemona. Se queste testimonianze corrispondono al vero, allora l’opera potrebbe essere stata trafugata, come è successo per altro materiale lapideo. In questi anni si è atteso un possibile ritrovamento che però non è avvenuto.
