Gemona, sospesa la presenza dell’unico medico operativo in Ospedale di notte

Sul tema sanità, riceviamo da Claudio Polano, a nome dei Comitati gemonesi, e pubblichiamo.

La presenza notturna dell’unico medico operativo in quell’orario all’Ospedale San Michele è stata sospesa da lunedì 9 maggio, con la conseguente diminuzione dell’organico medico in servizio a Gemona. In caso di necessità chiameranno (?) la responsabile del reparto Covid/Dpi, oppure il 112. Nel fine settimana un medico sarà presente solo fino alle 14. Poi l’Usca o il 112. Ma in Alto Friuli, nonostante lo preveda il vigente Piano Emergenze/Urgenze, non abbiamo l’Auto Medica e quindi il paziente sarà portato altrove, con conseguente ritardo nei tempi di risposta e relativi rischi.
Siamo rimasti basiti nell’apprendere una simile notizia, visto che ora ci sono una quarantina di degenti fra il reparto Covid, Dip e Suap.
Continua così in modo strisciante il depauperamento di funzioni e servizi al nosocomio gemonese, nell’assoluto silenzio dei politici del territorio, dei nostri sindaci, consiglieri comunali, delle forze politiche e sindacali. Questa è una scelta assolutamente irricevibile, che chiediamo venga immediatamente cassata, per tornare all’organico medico precedente, visto i potenziali rischi che comporta per la sicurezza dei pazienti ricoverati. Oltretutto vogliamo conoscere il nome del responsabile di questa gravissima iniziativa, per poterlo eventualmente segnalare nelle opportune sedi in caso di ritardi, che potessero creare problemi a qualcuno dei ricoverati per il ritardo nel soccorso in caso di emergenza.
Chiediamo quindi che le Istituzioni si mobilitino immediatamente nei confronti del Presidente Fedriga e dell’Assessore alla Salute Riccardi, per far sì che la situazione torni subito alla normalità, confermando a Riccardi,  che ci ha definiti ” nostalgici “, che effettivamente abbiamo nostalgia di una Sanità regionale un tempo di eccellenza, ormai allo sbando dopo le riforme del CentroSinistra, portate avanti anche dal CentroDestra, nonostante le promesse elettorali e della riapertura del PPI alla fine dell’emergenza, che ora  viene protratta alla fine dell’epidemia!
Ma le nostre ripetute battaglie,  hanno finalmente portato a soluzione l’annosa vicenda dell’ascensore che porta al Cap e di altri 3 ascensori del San Michele. Infatti con la determina n° 615 del 21 Marzo 2022, l’Asufc ha impegnato 128.000 euro per l’adeguamento degli stessi.
Nota dolente però riguarda la segnalazione della Ditta Kone, che ne cura la manutenzione, che segnalava tale necessità già nel 2020. 

CLAUDIO POLANO