Gemona, si è costituita l’automobilista che ha investito il bimbo

Si è costituita ieri pomeriggio presso il comando dei Carabinieri di Udine la donna che ha dichiarato di aver investito il bimbo di 4 anni nella giornata di Natale a Gemona del Friuli, lungo la strada statale Pontebbana.

La notizia è stata resa nota dal Comandate provinciale dell’arma oggi in occasione di una conferenza stampa.

La donna, di 80 anni, residente nel Gemonese, accompagnata dal suo avvocato, ha spiegato di essersi vista all’improvviso sbucare fuori il bimbo dal parcheggio e di non essere riuscita ad evitarlo; viaggiava a bordo di una Volkswagen Polo.

Ha poi detto ai militari di essersi inizialmente fermata sotto shock e successivamente di essere ripartita perché terrorizzata, quindi si è detta costernata e mortificata dell’accaduto. Si è appurato, anche in base all’entità delle lesioni riportate dal bimbo, che la donna stava procedendo a velocità moderata; il piccolo, che ha subito un trauma cranico e una lesione del femore, rimane comunque in terapia intensiva all’ospedale di Udine ma non è in pericolo di vita. Ieri è stato sottoposto a intervento chirurgico per ridurre la frattura del femore.

La donna è stata denunciata a piede libero per lesioni e omissione di soccorso con fuga.

Determinanti nell’attività di indagine portata avanti in maniera serrata dai Carabinieri della Compagnia di Tolmezzo i riscontri delle telecamere della zona che hanno  aiutato a restringere il campo delle possibili auto  protagoniste.

Già nel giro di 24 ore i militari avevano individuato l’auto che poi è risultata essere quella dell’anziana. Per quanto riguarda il Suv inizialmente attenzionato, si è poi accertato che il suo conducente a seguito dell’investimento si era fermato per deviare il traffico durante i soccorsi e poi è ripartito. Utilissimi alle indagini anche le testimonianze oculari rese dagli automobilisti in transito e dai presenti sul luogo dell’accaduto.

Il bimbo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, si sarebbe lanciato in strada perché irrequieto dopo essere stato costretto a stare, a lungo, seduto al ristorante. Appena uscito dal locale il piccolo avrebbe gettato un paio di occhiali sulla strada e, svincolandosi dalla madre, sarebbe corso sulla stessa strada, proprio mentre transitava la Polo condotta dalla donna più che ottantenne, della zona.

 

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10 pensieri riguardo “Gemona, si è costituita l’automobilista che ha investito il bimbo

  • 28 Dicembre 2016 in 13:07
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    a 80 anni doveva andare a piedi
    a qll età nn si ha i riflessi

  • 28 Dicembre 2016 in 14:57
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    Qualsiasi età tu abbia giovanna, dovresti evitare di scrivere fesserie!

  • 28 Dicembre 2016 in 15:24
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    Non prendiamocela ora con gli ottantenni se a quest’età guidano l’auto, ma piuttosto (se crede) con chi ha stabilito per legge che a 80 anni si può ancora guidare, o meglio ancora, se l’ufficiale medico che ha rinnovato la patente possa esser stato “leggero” nel suo lavoro.

  • 28 Dicembre 2016 in 16:27
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    Se fosse successo ad un ragazzo avreste detto che era drogato, ad un 40 enne che era ubriaco etc etc..prima di fare commenti idioti provateta mettervi nei panni delle persone coinvolte.

  • 28 Dicembre 2016 in 17:09
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    Scusate ma lì, ve lo garantisco perche ci abito, chiunque fosse passato al posto di quella vecchietta, avrebbe investito un bimbo che si lancia sulla statale a quel modo. Non ci sono strisce, rientranze di sicurezza, ciclabili, corsie d’emergenza o recinzioni di sorta…è un mini parcheggio a diretto ridosso della strada. Strada dritta con visibilità ottima….ma se un bimbo esce correndo da lì e tu sei già in sua prossimità, è davvero inevitabile la fatalità….poi…patenti agli overottantenni, questo è discutibile, ma in questo caso potevo esserci pure io che non ho mai avuto un incidente in 28 anni e sarebbe successo lo stesso.

  • 28 Dicembre 2016 in 20:29
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    Alberto gradirei che specificassi chi ha fatto commenti idioti dato che parli al plurale! Se vuoi la mia opinione tutta intera, e se lo spazio me lo permette (altrimenti la invierò a parti, perché ci tengo a risponderti) io, avendo letto i commenti sia del Gazzettino che del M.V. ero tentato di scriverne uno in risposta a tutti i forcaioli (che ancora prima che questa povera anziana si costituisse) avevano già cominciato a tirare le pietre, ma ho desistito, perché vista l’intelligenza media orientata solo verso il boia, non veniva certamente recepito.
    E questo perché comporterebbe NON, un parlare su cosa é successo o cosa non lo sia, dato che é da coglioni scrivere, erigendosi a giudici su un fatto di cui non si é neppure stati diretti testimoni, ma comporterebbe Entrare nei panni della persona e chiedersi se al suo posto saremmo stati cosí “bravi”, cosí “lucidi” nel sapere subito cosa e come avremmo dovuto fare!
    Si certo, la legge la conosciamo e sappiamo cosa dice e cosa prevede ma.. c’é un MA che per me é turbamento! Tutti hanno escluso a priori il possibile (e certamente avvenuto) stato di schok della signora, e per questo subito pronta per la lapidazione! Nessuno che pensi che possa essersi allontanata perché presa dal panico assoluto, perché ovviamente gli scriventi benpensati, non avendo per fortuna loro mai provato Dentro loro stessi, una condizione di totale smarrimento, panico, paura, immobilismo sul cosa fare ecc.. si son sentiti autorizzati al linciaggio, come se avessero l’idiota certezza che nella loro vita, un fatto del genere non potrebbe accadere mai e poi mai, mentre, come ha giustamente scritto Criss, poteva capitare a chiunque, anziano, non anziano, giovane, uomo o donna che sia. É fin troppo evidente, (tranne che ai zelanti moralisti giustizialisti) , che nessuno possa avere la possibilità di evitare l’investimento, non solo di un bambino, ma di qualsiasi altro evento imprevedibile, un un ciclista che sbanda all’imbrovviso per una buca o per il vento, un autostoppista ubriaco, un pedone distratto o che altro..

  • 28 Dicembre 2016 in 20:33
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    ..
    Son troppe e imprevedibili le variabili che ci coinvolgono nostro malgrado, (e io l’ho sperimentato di persona e per fortuna non é accaduto il peggio, e non per merito mio oltretutto ) ma ho purtroppo constatato, che non vengono prese in considerazione dai perbenisti! vietato pensare! Vietato riflettere! Vietato mettersi nei panni dell’altro! Macché… riempiamoci le tasche di pietre e uniamoci alla sassaiola! Se posso scriverlo, a me questa povera signora fa compassione, e lo dico col cuore, perché ora si ritrova in una difficile condizione che ovviamente non ha cercato ne voluto e riguardo al suo comportamento, rimando a sopra. Non posso sapere cosa abbia vissuto Dentro di se. Quello che mi fa piú paura invece, é l’ignoranza della gente che sembra quasi darsi man forte a vicenda quando si tratta delle disgrazie altrui, quasi una gara a chi centra meglio la testa e col sasso più grande! L’attenzione é concentrata tutta lí.. il resto non conta.. non c’é. Ma tanto.. perché dovrebbe! Mica la conosco… “questa” ! Quindi avanti… facciamo gara a stringergli il capestro!
    “È una che doveva andare a piedi” ha scritto Giovanna, ma, anche se il suo commento era fuori luogo e la mia risposta, se non lo si era capito, era il mio modo di farglielo notare, il suo commento è stato uno dei più “leggeri” che ho avuto modo di leggere.
    Avrei voluto invece chiedere ai forcaioli se fosse stata la loro mamma o la loro nonna a rientrare a casa sconvolta, balbettante, frastornata e in evidente condizione di sofferenza, incapace di prendere atto fino in fondo della cosa e di capire il Cosa fare da sola, mentre i pensieri giravano, si accavallavano impedendone la lucidità su mille domande o forse su nessuna, perché azzerata dallo spavento e/o dallo shock.
    ..

  • 28 Dicembre 2016 in 20:37
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    ..
    Avrei voluto chieder loro se fossero stati ugualmente pronti ad elargir ugual misura dei propri commenti o avrebbero invece cercato di ascoltarla, di capire, di conoscere.. di aiutarla, proprio perché non sapendo nulla del fatto, o ascoldando cio’ in maniera confusa diceva, i “se” i .. ” forse ” e i ” ma “, in quella condizione, che li toccava ora sul vivo, é certo che li avrebbe investiti in pieno e ciò (e questa era la mia intenzione) li portava a farsi la domanda SU LORO STESSI, e non più a sparar sentenze e considerazioni “ad minchiam’, giusto per buttarsi nel mucchio con la bava alla bocca!
    Per i più stupidi però , sarei passato per uno di parte, ossia per uno che prendendo le difese della signora, si sia dimenticato completamente della tragedia che ha vissuto il piccolo e i suoi genitori! Ma anche in loro ci stanno con tutta probabilità una moltitudine di domande.. mentre a chi sputa sentenze, la colpa é di non aver vigilato abbastanza, di essersene fregati, di averlo quasi lasciato abbandonato a se stesso mentre ci si stava godendo il pranzo; vari commenti sentenziano questo! Ma anche qui, come per ciò che è accaduto alla anziana signora, non ci prendiamo del tempo per riflettere, ci impegna troppo e probabilmente perché non siamo abituati a pensare all’altro come se ci fossimo stati noi; come se avesse investito la nostra vita, i nostri affetti, il nostro mondo. Qui non si tratta di prendere le difese dell’una o dell’altra parte. Si tratta di non giudicare, che… detta così, sembra quasi una frase fatta, ma implica il fermarsi a riflettere, entrare (per quando sia possibile o impossibile) nella condizione altrui, e già l’intenzionalità onesta nel farlo sarebbe gran cosa! Per noi stessi e per chi ci circonda.
    Conduciamo una vita pensando al nostro orticello e non ci accorgiamo delle ortiche che ci crescono e poi, ci “accorgiamo” degli altri solo per il pettegolezzo di cui siamo capaci o alla peggio, per feroci considerazioni e sentenze delle quali non ci preoccupiamo di elargire al vento, non sapendo nemmeno quanto danno e dolore possono causare. Fino al momento che toccherà a noi, nei vari e negli impensati modi che l’imprevedibilità della vita ci potrà forse riservare e magari… renderci migliori!

  • 28 Dicembre 2016 in 20:39
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    Spero di aver chiarito il mio pensiero.

    • 29 Dicembre 2016 in 8:35
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      condivido il suo pensiero…con molto garbo ha toccato con profondita’ molti punti di questa tragica vicenda che spero comunque abbia un epilogo fortunato per il piccolo coinvolto

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