Gemona, Michele Placido visita il Duomo e la Cineteca del Friuli

Non accade tutti i giorni di vedere a Gemona un volto noto come quello dell’attore e regista Michele Placido. La tournée teatrale che lo ha portato a Udine, dov’è in scena in questi giorni con Piccoli crimini coniugali a fianco di Anna Bonaiuto, è stata l’occasione per fare visita, insieme al fratello Gerardo Placido, alla Cineteca del Friuli.

Dopo una prima tappa al Duomo di Gemona, il vicepresidente Lorenzo Codelli li ha guidati fra gli scaffali della biblioteca e della videoteca della Cineteca, a Palazzo Gurisatti, quindi all’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia, dove sono conservate le pellicole. Placido si è detto impressionato dalle collezioni filmiche e librarie e si è complimentato per il lavoro e la passione che le accompagnano, quindi, prima di andarsene, ha impreziosito autografandoli tre libri che lo riguardano e ha lasciato una sua dedica nell’album degli ospiti.

Il legame di Michele Placido con il Friuli Venezia Giulia è forte, basti pensare al suo rapporto con il regista Damiano Damiani, originario di Pasiano di Pordenone, che con La Piovra lo ha fatto conoscere in Italia e nel mondo nelle vesti del commissario Cattani. Lo stesso Placido ha più volte affermato di dovere a Damiani, eletto a suo padre artistico, non solo la popolarità internazionale ma una certa visione del cinema.

A Trieste, Placido è arrivato nel 1978 per girare Ernesto di Salvatore Samperi, dall’omonimo libro di Umberto Saba, premiato a Berlino con l’Orso d’argento per la sua interpretazione, e di nuovo nel 2006 con Giuseppe Tornatore per La sconosciuta.

La sua carriera d’attore è cominciata a teatro, nel 1970 con Luca Ronconi, mentre l’esordio cinematografico è con Mario Monicelli, che nel 1974 lo ha voluto fra gli interpreti, accanto a Ugo Tognazzi e Ornella Muti, in Romanzo popolare. È l’inizio di un successo inarrestabile che lo ha visto recitare con la maggior parte dei registi italiani. Nel 1990 il passaggio dietro alla macchina da presa: al primo film, Pummarò, sono seguiti Le amiche del cuore, Un eroe borghese, Del perduto amore e molti altri titoli fino al grande successo di Romanzo criminale, del 2005, dal libro di Giancarlo De Cataldo sulla Banda della Magliana. Tra i suoi impegni più recenti, la regia dei primi due episodi di Suburra – La serie, la prima produzione italiana di Netflix.

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