Gemona, l’opposizione all’attacco sulle politiche ambientali della Giunta Urbani

“Se l’amministrazione Urbani volesse davvero contribuire al contenimento delle emissioni di carbonio, non avrebbe consentito l’ulteriore cementificazione di aree agricole, come previsto dalla recente Variante 61 al Piano Regolatore, ma avrebbe piuttosto realizzato da tempo una rete diffusa di piste ciclabili e  avrebbe incentivato l’impiego della bicicletta o di mezzi pubblici, al posto delle auto private, per gli spostamenti locali”. A dichiararlo Sandro Venturini, consigliere comunale del Gruppo Scelgo Gemona.

Per l’esponente della minoranza consiliare gemonese di centro sinistra “non serve a nulla misurare le emissioni di carbonio della città e poi pensare gli interventi per ridurle, come prevede il progetto “carbon footprint”, servono azioni concrete. Peraltro, di quell’inutile progetto si parla dal 2013 e doveva essere concluso già da tempo e invece siamo finiti sulle pagine dei giornali e in televisione per l’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il Gruppo REM e l’ex  ministro Corrado Clini e abbiamo sprecato tempo e denaro pubblico”.

“Le soluzioni per contenere l’inquinamento già ci sono, ma bisogna impostare politiche coerenti e tangibili,  avere il coraggio di chiedere ai cittadini di cambiare il proprio stile di vita e di investire risorse, anche proprie, ad esempio sostituendo le vecchie caldaie per il riscaldamento domestico con impianti più efficienti o intervenendo per ridurre la dispersione energetica degli edifici”.

Del resto – conclude l’opposizione – le politiche ambientali dell’amministrazione Urbani sono fallimentari: a detta del Sindaco in città avremmo dovuto veder circolare automezzi elettrici, dovevamo realizzare un polo scolastico “green”, ottenere una certificazione ambientale “water footprint” e Gemona doveva diventare una “Green Smart Village”, ma non abbiamo visto nulla di tutto ciò, solo pura propaganda e risorse sprecate”.

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