Furti di smartphone, 10 cellulari recuperati dalla Polizia in Friuli

Negli ultimi mesi ritrovati e restituiti ai legittimi ed increduli proprietari da parte del personale della Polizia di Stato della Questura di Udine 10 smartphones oggetto di furto.

Le attività d’indagine, d’iniziativa e delegate dall’Autorità Giudiziaria, poste in essere a seguito delle denunce dei patiti furti, presentate dai cittadini in Questura, hanno permesso di rintracciare e restituire ai proprietari 10 telefoni, ciascuno di valore ricompreso tra i 500 e gli 800 euro. Contestualmente al rintraccio, in due casi addirittura all’estero, uno in Kossovo, uno in Ucraina, sono stati deferite all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione 10 persone (1 italiano e 9 stranieri).

Giova precisare che il nostro ordinamento punisce non solo chi sottrae un bene ad altri al fine di trarne profitto, ma anche chi, allo stesso fine, “acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque s’intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare” (art. 648 c.p.).

Molti ancora ritengono di non fare alcun male acquistando un telefono offertogli in vendita a condizioni vantaggiose ma a volte, quando lo stesso è stato rubato, così non è!

E anche quando mancasse il dolo eventuale che connota il reato di ricettazione, ai sensi dell’art. 712 c.p., è comunque punito con l’arresto o un’ammenda chi colposamente abbia omesso di accertare la legittima provenienza del bene, potendone dubitare per l’esiguità del prezzo richiesto o le condizioni del venditore. Costituisce illecito, ora di natura amministrativa, anche l’appropriarsi di cose smarrite dalle quali possano però ricavarsi indicazioni sul proprietario delle stesse, come i telefoni cellulari contraddistinti dal codice IMEI (International Mobile Equipment Identity), composto da 15 cifre e che consente di identificare in modo univoco i cellulari.

Ed è proprio seguendo le tracce digitali lasciate dal nuovo utilizzatore dello smartphone, a partire dal codice IMEI fornito in sede di denuncia, che gli operatore della II Sezione dell’UPGSP della Questura di Udine, sono riusciti a trovare la posizione dei telefoni e denunciarne i possessori.

Le investigazioni risultano spesse complicate poiché i telefoni passano per le mani di diversi utilizzatori, e a volte vengono testati con schede intestate a persone che non hanno mai avuto la disponibilità dell’oggetto. Ciò comporta la necessità di ricostruire i vari passaggi anche acquisendo dichiarazioni che diano riscontro ai dati digitali raccolti.

Le attività tecniche sono possibili naturalmente conoscendo l’IMEI, riportato sulle scatole ed etichette dei telefoni e facilmente reperibile anche dallo stesso apparecchio semplicemente digitando la sequenza *#06#. Opportuno dunque conservare la scatola o memorizzare il codice in caso di necessità, che potrebbero emergere a seguito di furto o smarrimento.

I telefoni sono stati alla fine restituiti ai proprietari, increduli di riavere tra le proprie mani il telefono che, quando acquistato a rate, in alcuni casi continuavano ancora a pagare!

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