Fiorella Luri nuova coordinatrice territoriale della Cisl Alto Friuli

Passaggio di testimone in Cisl Alto Friuli: la nuova coordinatrice territoriale è Fiorella Luri, sindacalista di lungo corso proveniente dalla sanità, che subentra a Franco Colautti, da oggi a tempo pieno presidente del Caf Cisl Fvg. Nominata coordinatrice donne, Piera Di Lenardo.

“Un avvicendamento nel segno della continuità e che portà con sé un mandato preciso – si legge nella nota del sindacato -, ovvero fare gioco di squadra coinvolgendo e condividendo con le istituzioni, le categorie economiche e le associazioni e soggetti della comunità, presenti nel territorio gli obiettivi della crescita economica e culturale e sociale delle persone che vivono e lavorano in montagna”.
La nomina di Luri è arrivata dal consiglio generale del Sindacato, occasione anche per fare il punto sullo stato di salute del territorio, “alle prese con le criticità legate al costo dell’energia per imprese, soprattutto le cartiere, e famiglie, alla difficoltà di reperimento di materie prime ed al loro costo, senza dimenticare la carenza di manodopera specializzata. E a questo si aggiungono le stranote questioni dell’invecchiamento della popolazione, delle poche nascite e del fenomeno dell’emigrazione, soprattutto interna, dei giovani. Non dimenticando, infine, la più volte denunciata mancanza di una leadership locale che abbiamo fatto come Cisl Alto Friuli”.

E sull’assenza di una leadership locale è lo stesso Franco Colautti a chiarire nella sua relazione: “Occorre iniziare davvero a farsi interpreti dei reali bisogni della montagna sapendo però che le politiche da sole non bastano, ma serve una leadership che sappia superare in modo positivo il grande problema culturale che oggi ruota attorno alla montagna. E su questo ci piacerebbe che venisse aperto un ragionamento sulla montagna, partendo dalle vocazioni dei vari comprensori, rafforzando quelle esistenti e al contempo potenziando quelle emergenti: così, ad esempio, quella manifatturiera per quanto riguarda l’Alto Friuli, ma anche andando a risolvere problemi annosi come quello dei comprensivi scolatici o della mobilità”.

Quanto alla fotografia del territorio, dal punto di vista del lavoro e dell’occupazione non fa stare tranquilli. Basti pensare ai dati raccolti dall’Osservatorio del Dipartimento Industria della Cisl Fvg. Su un totale di 64 aziende mappate (dove è presente la Cisl) a livello regionale, 15 riguardano l’Alto Friuli, subito dietro a Pordenone che detiene con 23 aziende il primato di provincia più sofferente. Su 4mila 155 addetti totali, impiegati nelle 15 aziende rilevate come in crisi, 2mila 438, ovvero più della età dei dipendenti, risultano direttamente interessati da percorsi di ammortizzatore sociale, in massima parte cassa integrazione ordinaria, o almeno da ferie forzate. Tutti i settori sono coinvolti: legno (3), alimentare (3), cartaio (3), metalmeccanica (3), automotive (2) e gomma plastica (1). Quanto alle cause alla base delle crisi, costi energetici (5) e mancanza di ordinativi (5) risultano le voci principali, seguite da crisi di settore (2) e prezzi delle materie prime (1).