Fecondazione assistita, serate sanitarie negli ospedali di San Daniele e Tolmezzo

Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna), in occasione della seconda Giornata nazionale della salute della donna che si celebra il 22 aprile, organizza la seconda edizione del “(H)Open Week“, con l’obiettivo di promuovere l’informazione e i servizi per la prevenzione e la cura delle principali patologie femminili.

I servizi offerti sono consultabili dal 3 aprile sul sito www.bollinirosa.it. Sarà possibile selezionare la Regione e la Provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali che hanno aderito e consultare il tipo di servizio offerto.

L’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 3, che nel 2016-2017 è stata premiata con tre bollini rosa sia per la sede ospedaliera di San Daniele che di Tolmezzo, in occasione di questa settimana ha organizzato due serate sanitarie dal titolo “E se il figlio non arriva?”, rivolte all’informazione sulla fecondazione assistita.
Il primo incontrò si terrà il 18 aprile alle 18 presso l’Ospedale di San Daniele, nella Sala riunioni (ultimo piano, Padiglione S).
La seconda serata invece sarà il 20 aprile, sempre alle 18, presso l’Ospedale di Tolmezzo, nella Sala convegni (primo piano, ospedale nuovo). Gli incontri saranno aperti a tutti: ad esporre questo argomento sarà il Dottor Marco Pittino, che copre un incarico professionale di alta specialità nella Struttura Procreazione Medicalmente Assistita dell’ Ostetricia –Ginecologia dell’ Alto Friuli.

Anche a questa seconda edizione dell’(H)Open Week hanno aderito molti ospedali con i Bollini Rosa – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda -, a testimonianza del loro impegno continuo nella promozione della medicina di genere e nella personalizzazione della cura al fine di garantire appropriatezza diagnostica e terapeutica. […] Mettono a disposizione i propri clinici con un grande sforzo organizzativo per avvicinare la popolazione alle principali patologie delle donne informandole sui percorsi di diagnosi e cura più appropriati”.

“Troppo spesso noi donne rinunciamo a curarci — testimonia Beatrice Lorenzin, Ministro della salute -. La nostra quotidianità, scandita dal lavoro e dalla cura dei figli e della famiglia, dall’assistenza a genitori e parenti anziani, è considerata da molti studi come fonte di logoramento fisico e psicologico, tant’è vero che se le donne vivono di più, trascorrono gli ultimi anni della loro vita in condizioni di salute peggiori rispetto agli uomini. Ritengo per questo sia fondamentale non solo occuparsi della salute femminile come valore in sé e come valore sociale, che riguarda tutti, ma agire concretamente”.