È polemica fra il dirigente scolastico e i sindaci di Forni di Sopra e Forni di Sotto

La chiusura delle scuole di Forni di Sopra e Forni di Sotto, decisa domenica scorsa dai sindaci Marco Lenna e Claudio Coradazzi, ha provocato la reazione di Massimo Ballon, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Val Tagliamento, la cui lettera inviata martedì ai primi cittadini (ma in copia anche ai genitori, tanto da diventare di pubblico dominio), ha scatenato un putiferio, con reciproci scambi di accuse.

Ballon afferma di essere stato informato della chiusura a decisione già presa, senza avere un contatto diretto per confrontarsi sulla problematica rilevata dai test nasofaringei di due insegnanti delle sedi di Forni di Sopra e Forni di Sotto, che, secondo il dirigente scolastico e la Responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria non giustificava o rendeva necessaria linterruzione completa delle attività scolastiche in presenza. Ballon ricorda l’esperienza simile di Villa Santina, Socchieve e Ampezzo, affermando che lambiente scolastico rimane comunque il posto più sicuro dove i ragazzi possono trascorrere il loro tempo. Il dirigente scolastico aggiunge che le insegnanti erano assenti dal servizio da 6 e 10 giorni rispettivamente, e che il rischio di contagio era quindi non immediato e riguardava solo gli alunni di due classi e due insegnanti che avevano operato allinterno delle classi in compresenza con le colleghe più di una settimana prima. Inoltre sul tema della promiscuità dellutilizzo di autobus scolastici e mense, Ballon definisce quantomeno superficiale tale considerazione”, dal momento che le due insegnanti non fanno servizio sugli autobus e i contatti in mensa con gli alunni sono ancora meno intensi che in aula, aggiungendo che “chiudere le scuole e consegnare i bambini ai parenti, spesso ai nonni che per motivi di lavoro dei genitori operano come agenzia di babysitting, non sembra aumentare il livello di sicurezza ne per i bambini, per i familiari. Infine sulla Didattica Digitale Integrata, lIstituto ha approvato il piano come strumento di affiancamento alla normale attività di didattica in presenza. Luso della DDI è previsto in tutte quelle situazioni in cui un alunno, gruppi classe e classi intere siano costretti ad assentarsi da scuola (per motivi sanitari o altro)”.
La conclusione è la seguente:
A parte l’amarezza per l’interruzione di un servizio pubblico fondamentale come la Scuola, la mia sensazione personale è quella di essere stato escluso, non tanto da una decisione che spetta in via esclusiva al sindaco, ma da una consultazione che ritenevo dovuta. Mi sento uno straniero in terra di Carnia, per la prima volta, dopo aver ricevuto tanti gesti di accoglienza e inclusione da quasi tutti i sindaci della valle. Ritengo che avrei potuto aiutarvi a non prendere una decisione di pancia, supportati da un senso di panico e autoreferenzialità, e a fornirvi elementi ulteriori per elaborare una strategia meno invasiva e più efficace”. 

Ieri sera è arrivata la replica del sindaco di Forni di Sopra Marco Lenna e anche in questo caso non sono mancati i toni duri. “La chiusura delle scuole è stato un atto preventivo per evitare il nascere di un temuto focolaio all’interno dell’Istituto Scolastico, che si sarebbe facilmente diramato nelle nostre piccole comunità – dice il primo cittadino -. Due positività accertate ed altre sospette, in attesa dell’esito, hanno portato me e il sindaco di Forni di Sotto, Claudio Coradazzi, a bypassare protocolli e disciplinari istituzionali a favore di un provvedimento a prima vista impopolare ma che ci auguriamo risulterà, invece, oltre che prudente anche previdente a evitare situazioni di blocco totale dei paesi. Focolai in Comuni montani hanno costretto realtà simili alle nostre a chiudere anche le attività produttive e gli esercizi commerciali in quanto la positività si era dilagata a macchia d’olio con tempi di controllo e tracciamento non sopportabili”.
“Le nostre due comunità, di Forni di Sopra e Forni di Sotto, vivono in totale promiscuità – prosegue Lenna -. I bambini ed i ragazzi condividono l’autobus scolastico, la mensa, il parco giochi. Abbiamo, pertanto, senza titubanze, deciso con determinazione di mettere la salute dei vostri figli e delle rispettive comunità in sicurezza, per quanto ci è consentito fare. Consapevoli che la chiusura delle scuole avrebbe causato disagi alle famiglie, non ci saremmo aspettati, al contrario, di ricevere critiche da parte del dirigente scolastico che ha messo in dubbio l’operato dei due sindaci, indirizzando a genitori delle mail inopportune. Invitiamo l’Istituto a dismettere queste modalità destabilizzanti in questo già complesso periodo e concentrare le proprie forze ad attivare celermente la Didattica a Distanza, opzione che avrebbe dovuto già essere organizzata all’inizio del periodo scolastico. Noi non possiamo che impegnarci tutti per un ritorno tempestivo alla normalità che significa, in primis, favorire le relazioni interpersonali dei bambini e ragazzi in totale sicurezza”, la conclusione.

Da segnalare, infine, il commento del sindaco di Ampezzo Michele Benedetti: “Senza entrare in merito all’ordinanza dei sindaci di Forni, spiace constatare che in questa valle non riusciamo a lavorare insieme e a confrontarci su questi problemi. Dispiace leggere che il nuovo Dirigente scolastico, che da subito ha creato le condizioni per lavorare per il territorio e con il territorio, si senta in questo momento uno straniero in Terra di Carnia. Come Amministratore mi sento di portare la mia solidarietà e vicinanza per quanto accaduto sia al dirigente scolastico che al personale. Continui a lavorare con questo spirito costruttivo, che i risultati si vedranno”.

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