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Dalle mappe antiche all’impatto sul territorio: Angelo Floramo racconta il Ledra attraverso gli archivi

Proseguono gli incontri promossi dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese nell’ambito del Contratto di fiume del Ledra, un processo partecipativo finalizzato a una gestione condivisa del corso d’acqua, dove anche le trasformazioni avvenute nel tempo lungo l’asta del fiume e sul territorio di riferimento costituiscono materia di riflessione e analisi. È in questo contesto che si colloca il secondo incontro pubblico con Angelo Floramo, storico, scrittore, straordinario divulgatore, in programma sabato 31 ottobre alle 17.30 al LAB Terremoto in Piazza Municipio 5 a Gemona. La conferenza, che ha per titolo Carte d’Acqua. Come abbeverarsi alle “fonti” della Biblioteca Guarneriana Antica di San Daniele del Friuli, si occuperà in primo luogo di un contesto geografico, quello della piana di Osoppo e Gemona, dove l’acqua ha assunto nei secoli una grande rilevanza condizionando traffici e insediamenti.

Dalle borgate della Carnia alle boscose macchie della pianura le acque hanno da sempre rappresentato vene azzurre di vita, specialmente nel tempo in cui l’economia agrosilvopastorale era la cifra prevalente del territorio. Il caso del fiume Ledra è particolarmente significativo per via dei documenti, custoditi negli archivi storici e nelle biblioteche di conservazione, che ne testimoniano l’importanza per comunità e villaggi rivieraschi. Pescosità, presenza di fauna destinata alla cacciagione, riserva di materie prime, bacino utile per l’irrigazione. Questo fu, e molto altro ancora, il fiume che nel nome porta l’etimo stesso del dio primordiale dell’acqua: Hýdros.
Si consiglia la prenotazione, considerata la grande affluenza di pubblico registratasi in occasione del primo incontro. Chiamare il 338 7187227.

(in copertina a pesca nel Ledra nel 1939, foto di Tarcisio Baldassi)