Cosef, oltre 63 milioni di investimenti nel triennio 2027-2029
L’assemblea consortile del Cosef, Consorzio per lo sviluppo economico del Friuli, ha approvato all’unanimità il Piano industriale 2027-2029, che prevede investimenti per oltre 63 milioni di euro nel prossimo triennio.
Il programma è stato illustrato ai soci dal presidente Marco Bruseschi e dal direttore Roberto Tomè. Gli interventi destinati a opere di urbanizzazione e infrastrutturazione ammontano complessivamente a 63,07 milioni di euro: 30,4 milioni sono previsti nel 2027, 18,3 milioni nel 2028 e 14,2 milioni nel 2029.
Il Cosef comprende sette zone industriali, estese su oltre 22 milioni di metri quadrati, nelle quali operano più di 500 imprese con oltre 13.100 addetti.
Il Piano individua una serie di interventi nelle diverse aree consortili. Nella Zona industriale udinese sono previsti il completamento del centro direzionale e la realizzazione di un nuovo scalo ferroviario locale con la relativa viabilità di servizio.
Nella Ziac gli interventi principali riguarderanno invece l’infrastrutturazione dell’area ex Eurofer, il risanamento di via Fermi e il ripristino e la valorizzazione di Porto Margreth.
Per la Ziaf – ex Cipaf ovvero le zone industriali di Osoppo, Gemona e Buja – sono programmati il potenziamento dello scalo e del raccordo ferroviario e l’efficientamento dell’impianto di depurazione. Nelle altre aree industriali sono previsti interventi di manutenzione, nuovi parcheggi attrezzati e opere di miglioramento della viabilità.
«Ogni area sarà debitamente attenzionata e potenziata», ha sottolineato il direttore Roberto Tomè.
Per il presidente Marco Bruseschi, il nuovo Piano punta a creare le condizioni per rafforzare il sistema produttivo in una fase segnata dalla transizione ecologica e digitale e dai cambiamenti dei mercati e delle filiere.
«Il nostro compito è creare le condizioni perché il sistema produttivo possa crescere in un contesto competitivo, innovativo e sostenibile», ha spiegato Bruseschi, sottolineando la necessità di una programmazione di medio-lungo periodo e di una collaborazione tra istituzioni, imprese, ricerca, parti sociali e comunità locali.
Secondo il presidente, un ruolo centrale sarà svolto dalle infrastrutture, considerate decisive per la competitività delle aree produttive: reti materiali e digitali, accessibilità, sostenibilità ambientale e servizi avanzati alle imprese dovranno contribuire ad attrarre nuovi investimenti e sostenere l’occupazione qualificata.
L’obiettivo del Piano è rafforzare le imprese già insediate, favorire nuovi investimenti, sostenere l’occupazione qualificata e valorizzare le vocazioni del territorio, attraverso un confronto costante con operatori economici, istituzioni e comunità locali.
