Coronavirus, chieste misure urgenti per sostenere radio e tv locali

In queste ultime drammatiche settimane in cui il coronavirus è diventato un’emergenza sanitaria a livello internazionale (con l’Italia costretta ad adottare misure mai sperimentate prima), anche l’emittenza radiotelevisiva si trova a fare i conti con un collasso, l’ennesimo se consideriamo le crisi precedenti di cui ancora oggi si sta pagando le conseguenze (passaggio al DTT, taglio contributi, LCN illegittime, crisi economica, ecc.). L’intero comparto, infatti, in queste settimane è in grande difficoltà per gli effetti riflessi della crisi che sta attanagliando tutti i settori imprenditoriali, commerciali e dei servizi. Moltissime emittenti radiotelevisive locali, hanno registrato il rinvio di pagamenti per fatture già emesse, sospensione, annullamento o mancata stipula di contratti.

Ciò nonostante certi costi di gestione restano ineludibili, come fitti, energia elettrica, stipendi, contributi, tributi e tasse. Ciò nonostante le radio e le tv locali stanno presidiando i territori di riferimento assicurando quel servizio pubblico a cui sono doverosamente chiamati. Non c’è, quindi, soltanto il rispetto del pluralismo informativo, già pilastro fondamentale posto dall’UE da dover rispettare; vi è anche l’importanza di fornire informazione in modo più penetrante sul territorio, conoscendo il proprio tessuto sociale e istituzionale in maniera ineguagliabile rispetto a emittenti di respiro più ampio come le nazionali. E nonostante tutto, gli editori con i propri dipendenti stanno fornendo il massimo sforzo per garantire informazione in questo delicatissimo momento storico

Tutela del pluralismo e del servizio pubblico (soprattutto nei casi di emergenza) sono, dunque, i principali motivi per i quali il CNRT-TPD (Coordinamento Nazionale Radio Televisioni e Terzo Polo Digitale) chiede al Governo di intervenire con urgenza per sostenere in ogni modo possibile il settore attraverso interventi ad ogni livello, fiscale, finanziario, economico, in particolare nell’immediato:

  1. interventi economici per far fronte al pagamento delle utenze elettriche in particolare e telefoniche
  2. interventi economici per far fronte al pagamento dei fitti (sedi e impianti)
  3. interventi economici per far fronte al pagamento degli stipendi o sussidi diretti ai dipendenti
  4. sospensione dei pagamenti degli oneri bancari e dei mutui
  5. sospensione dei pagamenti delle rateizzazioni con l’Agenzia delle Entrate
  6. sospensione dei pagamenti ordinari con l’Erario
  7. sospensione o azzeramento dei contributi INPS, INAIL, ENPALS e INPGI

Solo così si potrà almeno sperare di riuscire a garantire il pluralismo informativo sia l’importante collaborazione con enti locali e istituzioni per assicurare il servizio pubblico nei momenti di emergenza come questa del coronavirus.

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