Il Consiglio Regionale commemora Ivano Benvenuti

In apertura di seduta, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop ha commemorato Ivano Benvenuti, recentemente scomparso dopo una malattia che l’aveva colpito due anni fa.

Ivano Benvenuti è stato sindaco di Gemona nel post terremoto e Consigliere regionale della V e VI Legislatura, ha esordito Iacop tratteggiando il suo percorso politico e sociale.

Si impegnò molto giovane nell’ambito della sua Comunità come presidente della Pro Glemona negli stessi anni in cui iniziava l’attività politica nella Democrazia Cristiana. Nel 1975 venne eletto, a 32 anni, sindaco di Gemona e un anno dopo si trovò ad affrontare il dramma del terremoto che il 6 maggio del 1976 rase al suolo la cittadina, ferendo a morte il Friuli.

Allora, assieme a Benvenuti – ha ricordato Iacop – furono catapultati in prima linea molti giovani amministratori, una generazione di trentenni che aveva maturato una prima esperienza politica e sociale nei partiti e nelle associazioni locali. Fu allora che, dovendo affrontare le responsabilità più drammatiche della ricostruzione, divenne un punto di riferimento in una stagione di grandi difficoltà, che seppe affrontare con straordinaria energia, caratterizzandosi come amministratore pragmatico e decisionista.

Nel 1980 venne rieletto sindaco, un mandato che non portò a termine perchè nel 1983 venne eletto consigliere regionale, ricoprendo da subito l’incarico di presidente della Commissione speciale per i problemi delle zone terremotate, un ruolo che ereditò da Salvatore Varisco, altro esponente gemonese, al quale era legato da grande amicizia. In quella veste seguì la ricostruzione della cittadina e delle zone colpite dal sisma, contribuendo alla redazione degli strumenti urbanistici comunali e continuando ad assicurare agli Enti locali i fondi che permisero di giungere alla fine degli anni ’80 con una parte consistente del patrimonio edilizio ricostruito. Rieletto nella VI Legislatura, Ivano Benvenuti si occupò di lavoro, cooperazione, agricoltura e artigianato entrando a far parte, come assessore regionale, dell’Esecutivo guidato dal presidente Biasutti. Fu anche presidente dell’Associazione Confcooperative del FVG e del Consorzio industriale Cipaf, guidò la Sezione ANA di Gemona fino all’insorgere della malattia, contribuendo alla fondazione del Coro e della banda musicale alpina.

Il quarantesimo anniversario del terremoto – ha aggiunto Iacop – ha rappresentato per lui e per molti altri protagonisti di allora un momento di analisi dei modelli e delle strategie di una rinascita che può essere raccontata come una conquista collettiva, essendo stata il risultato di elevato livello tecnico e culturale dei diversi attori della ricostruzione. Ancor oggi i risultati conseguiti in Friuli continuano a fare scuola in Italia e all’estero e il modello organizzativo e gestionale della rinascita resta un’esperienza straordinaria.

Benvenuti ha dato un apporto costante e concreto nell’elaborazione del corpo normativo regionale, volto ad affrontare e risolvere le tante criticità causate dal terremoto che ebbe nella Commissione speciale, sotto la sua presidenza, un luogo di confronto e di verifica tra tutti i Gruppi rappresentati in Consiglio.

Conservò sempre la memoria della grande solidarietà ricevuta dalla nostra gente e, in occasione dei terremoti successivi a quello del Friuli, sentì il dovere di parlare della nostra esperienza, per spronare e incoraggiare gli amministratori delle Comunità colpite, sottolineando che dalle tragedie si può rinascere. Un impegno, il suo, vissuto con rigore e dedizione anche nei momenti più difficili, svolgendo fino in fondo l’esercizio della responsabilità e dell’autonomia istituzionale delle scelte, ascoltando la gente, difendendo l’identità e i valori della sua terra e adottando un modo di essere nella vita e nelle relazioni interpersonali che ha saputo coerentemente portare avanti in tutta la sua lunga attività dentro e fuori dalla politica.

Nelle riunioni preparatorie delle iniziative per ricordare i 40 anni del terremoto del 1976 propose alla sede nazionale dell’ANA di Milano e alla Regione Friuli Venezia Giulia di realizzare il raduno dei partecipanti ai Cantieri di lavoro degli Alpini in congedo che, sorsero in Friuli per aiutare la popolazione colpita. Una proposta che venne subito accolta e che si svolse domenica 18 settembre 2016 nella sua Gemona.

Pur essendo malato da tempo, ha affrontato gli ultimi anni con coraggio e determinazione, lasciandoci un ultimo contributo scritto per il 40esimo anniversario del terremoto, inserito nella pubblicazione curata dal Consiglio regionale assieme all’Associazione dei consiglieri regionali, in cui ha saputo documentare come dalla tragedia fossero cambiate le prospettive di sviluppo del Friuli. Sottolineava sempre che non c’erano modelli da copiare, bisognava inventare qualcosa: se era impensabile passare dalle tende alle case, come si era creduto di fare in un primo momento, riteneva che i dieci anni impiegati per riparare e ricostruire buona parte del patrimonio danneggiato fossero stati un tempo straordinariamente breve.

Ha vissuto con una grande soddisfazione il 6 maggio 2016: il saluto in forma privata nel Duomo di Gemona del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, venuto in Friuli per testimoniare ancora una volta la riconoscenza dell’Italia alla nostra gente per l’esemplare opera di ricostruzione.

Alla moglie Anna e ai figli Matteo e Mara, presenti in Aula, il presidente Iacop ha porto il cordoglio del Consiglio regionale. E’ stato quindi rispettato un minuto di silenzio.

Prima della seduta, il presidente Iacop aveva incontrato in forma privata i familiari di Ivano Benvenuti – ai quali aveva donato la medaglia coniata per il Consiglio regionale in occasione del 40º del terremoto con la dicitura “1976-2016 identità e rinascita” – che erano accompagnati dai sindaci di Gemona, Venzone, Montenars e Tricesimo, e da Ivo Del Negro in rappresentanza dell’Associazione consiglieri regionali e dell’Ana sezione Alto Friuli.

(nella foto Ivano Benvenuti con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella)

Commenta con Facebook