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Concorrenza cinese e regole impari in primo piano nel vertice del sistema legno-arredo alla Fantoni di Osoppo

Il tradizionale incontro organizzato dal Gruppo Fantoni nel proprio Centro Ricerche a Osoppo per i propri clienti, in coincidenza con il Sicam di Pordenone, è servito quest’anno ad analizzare il contesto economico in cui le imprese del settore Legno-Arredo si stanno muovendo. Incontro che ha visto l’intervento di massimi rappresentanti della filiera: oltre al “padrone di casa” Paolo Fantoni, che è presidente di Assopannelli, anche Denise Archiutti, presidente di Assarredo, ed Edi Snaidero, presidente di EFIC (European Furniture Industries Confederation).

“L’impennata dei costi di produzione, in particolare energetici ma non solo, come è sotto gli occhi di tutti sta penalizzando intere filiere, compresa quella del Legno-Arredo – ha detto nel suo intervento di apertura Fantoni -. È una questione che va affrontata a livello di sistema imprenditoriale e istituzionale perché il recupero della competitività è l’unica soluzione per mantenere un livello industriale che generi occupazione e benessere, ma che oggi è sotto pressione, per intensità e durata, come non mai”.

“In uno scenario complesso e in continua evoluzione, il ruolo di Assarredo è oggi più che mai quello di accompagnare e rappresentare le imprese, trasformando le sfide in opportunità di crescita – ha spiegato Denise Archiutti, eletta da poche settimane presidente -. Vogliamo essere una casa comune capace di fare sintesi degli interessi della filiera, rafforzare il dialogo con le istituzioni, sostenere l’internazionalizzazione e guidare le aziende nelle transizioni digitale, sostenibile e normativa. La forza del nostro settore risiede nella capacità di fare sistema e valorizzare l’eccellenza del Made in Italy. Come Assarredo continueremo a lavorare per creare valore, visione e nuove prospettive di sviluppo per tutte le imprese associate”.

L’analisi certamente più impegnativa, su rischi e opportunità derivanti dalla crescita industriale cinese, è stata affidata a Snaidero.  “Siamo entrati in una fase di forte pressione e competizione per l’industria europea del mobile, dovuta all’aumento massiccio delle importazioni, in particolare dalla Cina – ha detto -. I concorrenti asiatici hanno compiuto un salto straordinario in termini di dimensioni, qualità, automazione e ricerca. Questa pressione nasce da due fattori principali: da un lato, la sovraccapacità produttiva cinese, non più assorbita dal mercato interno a causa della crisi del settore immobiliare, si riversa sull’export; dall’altro, i dazi statunitensi hanno deviato parte della produzione verso l’Europa. Oggi assistiamo a un calo del numero di aziende e di occupati in Europa, mentre le importazioni crescono a ritmi vertiginosi. Il problema principale è che l’Europa subisce questa concorrenza in modo impari: le nostre imprese devono sottostare a rigide regole e vincoli stringenti (come quelli del Green Deal), mentre i prodotti in arrivo dall’estero aggirano facilmente questi controlli in un vero e proprio ‘Far West’ normativo. In Cina esiste un ecosistema industriale fortemente sostenuto dallo Stato con finanziamenti e strategie coordinate, mentre in Europa la risposta resta frammentata. Per difendere il settore, che solo nella lavorazione del mobile impiega oltre un milione di persone, l’Unione Europea – ha concluso Snaidero – deve dimostrare di essere unita e forte, introducendo controlli rigorosi sull’ingresso delle merci e tutelando concretamente la competitività della nostra industria”.

(nella foto da sinistra Snaidero, Archiutti e Fantoni)