Concerti ai Laghi di Fusine, le associazioni ambientaliste chiedono un cambio di sede
Spostare i concerti del No Borders Music Festival dai Laghi di Fusine verso aree considerate maggiormente compatibili con l’organizzazione di eventi di grande richiamo. È la richiesta avanzata congiuntamente da Italia Nostra, Legambiente Friuli Venezia Giulia, Lipu FVG, Mountain Wilderness e WWF FVG.
Le associazioni ambientaliste esprimono una forte preoccupazione per la scelta di continuare a utilizzare l’area del Lago Superiore come sede di concerti capaci di richiamare migliaia di spettatori. Pur riconoscendo il valore della musica, della cultura e delle manifestazioni capaci di promuovere il territorio, ritengono che eventi di queste dimensioni debbano essere organizzati in luoghi già antropizzati e dotati di strutture e collegamenti adeguati.
La Conca dei Laghi di Fusine, sottolineano le associazioni, è un ambiente naturale di particolare pregio inserito nella rete europea delle Zone speciali di conservazione. Si tratta di un’area caratterizzata da un’elevata biodiversità, da una limitata presenza antropica stabile e da equilibri ambientali che, secondo i firmatari, richiederebbero una particolare cautela.
Negli ultimi anni l’area attorno al Lago Superiore è stata interessata, per alcune settimane, dall’allestimento di palchi, impianti di amplificazione, generatori e strutture sceniche, oltre che dalla presenza di mezzi tecnici e di un pubblico numeroso.
Secondo le associazioni, la pressione generata dagli allestimenti e dagli spettatori rischia di risultare poco compatibile con la fragilità del sito. A sostegno delle proprie preoccupazioni richiamano alcuni episodi riscontrati durante le precedenti edizioni, tra cui l’abbandono di rifiuti e mozziconi di sigaretta, il deterioramento di porzioni di prato e la presenza di installazioni sceniche nelle acque del lago.
I gruppi ambientalisti chiedono inoltre maggiori approfondimenti sugli effetti prodotti dal rumore e dalle vibrazioni sulla fauna selvatica e sugli habitat presenti. Tra gli aspetti che, a loro giudizio, dovrebbero essere analizzati con maggiore attenzione figurano il calpestio del suolo, l’eventuale diffusione di specie vegetali invasive, il disturbo nelle fasi biologiche più sensibili e le possibili conseguenze sulla funzione della Conca di Fusine come corridoio ecologico transfrontaliero.
Le associazioni richiamano, in particolare, la presenza nell’area di grandi carnivori come l’orso bruno e il lupo, oltre che di micromammiferi, anfibi e invertebrati potenzialmente sensibili alle basse frequenze prodotte dagli impianti di amplificazione.
Viene inoltre sollevato il tema del cosiddetto “effetto cumulo”, vale a dire la necessità di valutare l’impatto dei concerti insieme alle altre pressioni presenti sul territorio, come l’afflusso turistico estivo e gli interventi forestali programmati.
Nel comunicato le associazioni manifestano anche perplessità sulle procedure autorizzative. In particolare, sostengono che nel procedimento di Valutazione di incidenza relativo al 2025 sarebbero mancati alcuni pareri e contestano il ricorso, nel 2026, a una procedura semplificata di screening per la proroga del precedente provvedimento. Vengono segnalate inoltre presunte criticità nello studio acustico. Si tratta di osservazioni sulle quali spetterà agli enti competenti fornire eventuali chiarimenti e verifiche tecniche.
I firmatari riferiscono anche di preoccupazioni manifestate da alcuni operatori turistici della zona e di criticità legate alla gestione dei flussi automobilistici, con veicoli che, secondo quanto riportato, raggiungerebbero anche il versante sloveno e le aree prossime al Parco nazionale del Triglav.
Italia Nostra, Legambiente FVG, Lipu, Mountain Wilderness e WWF indicano quindi alcune possibili alternative. Tra queste figura l’area ai piedi del Monte Priesnig, a Tarvisio, considerata più facilmente raggiungibile, già antropizzata e logisticamente adatta a ospitare manifestazioni con un pubblico numeroso.
Per gli appuntamenti con una capienza più contenuta vengono proposti anche i centri abitati della Val Canale, da Tarvisio a Pontebba, oltre a Cave del Predil e Sella Nevea. Una distribuzione degli eventi su più località potrebbe, secondo le associazioni, favorire ricadute economiche maggiormente diffuse sul territorio.
«I Laghi di Fusine non hanno bisogno di essere promossi attraverso concerti di massa, ma di essere rispettati», affermano le organizzazioni, che chiedono al Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo di non inserire nuovamente il Lago Superiore nella programmazione delle prossime edizioni del No Borders Music Festival.
Alla Regione viene chiesto di valutare con particolare attenzione l’eventuale rilascio di nuove autorizzazioni, anche alla luce delle indicazioni contenute negli strumenti regionali di pianificazione paesaggistica e delle criticità legate al sovraffollamento stagionale dell’area.
Le associazioni chiedono infine controlli adeguati durante gli eventi già programmati e si dichiarano disponibili ad avviare un confronto con organizzatori, amministrazioni e operatori turistici per individuare sedi alternative che consentano di conciliare la promozione culturale ed economica della montagna con la tutela degli ambienti naturali.
