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Compie 60 anni il Consorzio del prosciutto di San Daniele

“Ringrazio il Consorzio del prosciutto di San Daniele e i produttori che ne fanno parte per questi 60 anni di attività: grazie a loro il marchio San Daniele e il territorio in cui viene prodotto sono conosciuti in tutto il mondo come sinonimo di qualità. L’alleanza fra pubblico e privato, anche nella promozione dell’agroalimentare, è fondamentale per valorizzare una comunità e un prodotto che deve essere sempre più apprezzato dai consumatori internazionali”.

Così il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo alla tavola rotonda organizzata dal Consorzio del prosciutto di San Daniele per il 60mo dalla sua costituzione, nel castello di Susans, alla quale hanno partecipato il presidente e il direttore del Consorzio Giuseppe Villani e Mario Emilio Cichetti e, da remoto, il ministro delle Politiche agricole Stefani Patuanelli e Paolo De Castro vicepresidente della commissione agricoltura al Parlamento europeo.

“La politica deve tutelare dall’omologazione delle produzioni agroalimentari e valorizzare invece le diversità dei territori – ha affermato Fedriga -. Strumenti come il nutri-score mettono in discussione questo valore aggiunto e danneggiano il nostro comparto agroalimentare”.

Sul tema della qualità il governatore ha evidenziato come “il prosciutto di San Daniele e tante altre produzioni della nostra regione garantiscono un alto livello qualitativo, dentro quella qualità ci sono dei costi da sostenere che devono esser valorizzati sul mercato”.

“La qualità del San Daniele – ha aggiunto – deriva dall’ambiente in cui viene prodotto che va quindi tutelato mettendo in atto tutti gli interventi necessari per salvaguardarlo. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’ideologia ambientalista favorevole all’abbandono che danneggia l’ambiente e non lo protegge; serve invece un giusto equilibrio con azioni volte a preservare l’ambiente e garantirlo sano e sicuro per le generazioni future”.

Infine, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha ricordato la scelta fatta ad inizio legislatura di affidare la promozione dell’agroalimentare a Promoturismo Fvg “consci che il comparto fosse un volano fondamentale per far crescere ulteriormente le nostre potenzialità turistiche. Il turismo slow, ad esempio, sta crescendo e l’agroalimentare tipico e di nicchia può diventare un valore aggiunto enorme per attrarre turisti e fare in modo che queste eccellenze siano una ricchezza anche di tipo economico e non solo culturale”.