Collare elettrico a un cane a Tolmezzo, il proprietario è un cacciatore. Gli animalisti: «Revocare il porto d’armi e la licenza di caccia»
Revoca della licenza di caccia e del porto d’armi. A chiederlo il Partito Animalista Italiano (PAI) del Friuli Venezia Giulia e l’associazione Animal Pride Defending, che hanno inviato la richiesta ufficiale agli organi competenti. «Quando abbiamo saputo che il caso del sequestro a Tolmezzo del collare elettrico coinvolge un proprietario che è cacciatore, ci siamo immediatamente attivati per domandare gli opportuni accorgimenti, primo fra tutti la revoca della licenza di caccia e del porto d’armi a tempo indeterminato”, rende noto l’attivista Irene Giurovich, portavoce del Partito Animalista Italiano del Fvg. “Il nostro ufficio legale – comunica – è al lavoro per presentare una denuncia circostanziata e chiedere anche l’applicazione della misura massima delle pene. Inoltre, si auspica che il cane venga affidato ad una struttura di recupero in modo che possa superare i traumi dovuti alle scosse elettriche. Vanno altresì tutelati – prosegue Giurovich – gli altri due cani. Ricordiamo infatti che un animale sottoposto a scariche elettriche, oltre a riportare evidenti sofferenze fisiche, viene esposto anche paura, ansia e disturbi del comportamento che richiedono un recupero specializzato. Lasciarlo nello stesso contesto in cui ha subito il maltrattamento significherebbe esporlo al rischio di ulteriori violenze. Non può mai trovarsi in uno stato di benessere un cane sottoposto alle scariche».
«Chi pensa di “addestrare” un cane con mezzi violenti e di sofferenza non ha la minima idea di che cosa significhi vivere con un animale, rispettarlo ed amarlo – aggiunge la portavoce del Pai -. A questa persona deve essere vietato il possesso di qualsiasi tipo di animale, domestico e non. Sappiamo che anche altre associazioni si stanno muovendo nella nostra stessa direzione, anche per chiedere a gran voce la revoca della licenza di caccia», conclude Giurovich.
(foto d’archivio)
