Chiesa di San Martino a Ovaro, concluso il recupero dell’area archeologica

“È anche grazie alla grande generosità della popolazione del Friuli Venezia Giulia che un tesoro di inestimabile valore storico, culturale e di fede è stato restituito al suo originario splendore dopo la devastazione causata da Vaia nell’ottobre 2018”.
Sono le parole del vicegovernatore e assessore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi, intervenuto a Udine, a palazzo Clabassi, in occasione della presentazione del recupero e del restauro dell’area archeologica e del fonte battesimale della chiesa di San Martino Vescovo a Ovaro danneggiati dagli eventi calamitosi di Vaia. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, anche l’archeologo della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia Roberto Micheli, il soprintendente Simonetta Bonomi e il sindaco di Ovaro Lino Not in videoconferenza.
“In questi giorni che ci stanno accompagnando verso il Natale, poter raccontare la rinascita di un sito tanto antico e così significativo per le nostre genti, per le radici della nostra cultura, si trasforma in un messaggio di speranza di cui tutti noi abbiamo bisogno – ha sottolineato Riccardi -. È un esempio di come il lavoro di squadra, di come la scelta di operare tutti con lo stesso obiettivo, vincano anche contro la devastazione”.
Nei giorni di ottobre 2018, a seguito della violentissima ondata di maltempo, il torrente Degano esondò allagando l’area del terrazzo dove sorge la chiesa, trasportando fango, detriti, alberi abbattuti, limi e sabbia: materiali che ricoprirono completamente i resti esposti dell’area archeologica e l’interno della chiesa.
“I restauri dell’area archeologica e del fonte battesimale sono stati possibili grazie alla virtuosa collaborazione tra istituzioni: la Protezione civile regionale ha finanziato l’opera per 120mila euro per le coperture dell’area archeologica e 25mila per l’antico fonte battesimale. La seconda parte del finanziamento è derivata da una generosa raccolta fondi promossa dalla Pcr Fvg cui hanno aderito tanti cittadini”, ha spiegato Riccardi.
Fattiva la collaborazione fornita dal Comune di Ovaro e della Parrocchia della Santissima Trinità.
La Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio e la Protezione civile della Regione hanno siglato, in occasione del quarantesimo anniversario del terremoto del 1976, una convenzione che ha tra gli scopi principali la formazione dei volontari nello specifico settore della messa in sicurezza dei beni culturali mobili in caso di eventi emergenziali.
Il sito della chiesa e la zona circostante preservano un importantissimo complesso archeologico e architettonico paleocristiano databile al quinto secolo dopo Cristo. Si tratta di un contesto eccezionale per l’estensione dei resti archeologici: è uno dei più grandiosi complessi battesimali rurali rinvenuto sino a oggi in Italia.

(nella foto un momento della presentazione)