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Brollo, De Martino, Martini e Busolini: «Amministrazione di Tolmezzo allo sbando sul commercio»

Riceviamo da quattro consiglieri di minoranza di Tolmezzo (l’ex sindaco Francesco Brollo, l’ex vicesindaco e candidata sindaco alle ultime elezioni Fabiola De Martino, l’ex assessore Francesco Martini e Roberto Busolini) e pubblichiamo.


Tolmezzo è praticamente l’unica città in regione a non essere diventata “Distretto del commercio”, rinunciando così ai soldi messi a disposizione con un bando di 10,5 milioni della regione FVG.

Commercianti e cittadini in genere, sbigottiti, si interrogano su come sia possibile che, in un momento di oggettivo affanno per il settore e di calo demografico, l’amministrazione Vicentini abbia snobbato questa opportunità.

Come mai a differenza di Tolmezzo, che si è permessa di non presentare neanche la domanda, comuni di comparabile se non minore vocazione comprensoriale quali ad esempio Tavagnacco, Codroipo, Cervignano, Latisana, ma anche Paularo (sinceri complimenti, così si fa) hanno fatto domanda e ottenuto fondi? Saranno mica tutti loro a sbagliare e noi gli unici furbi a rinunciare a soldi e opportunità?

Per la prima volta dal 1258, per colpa della attuale Giunta, Tolmezzo rinuncia mestamente al ruolo di capitale commerciale della montagna dell’Alto Friuli. Ruolo che significa responsabilità verso i tanti esercizi commerciali e i consumatori, ruolo che impone a chi amministra la città di cogliere ogni spiraglio per valorizzare la vocazione emporiale che le fu riconosciuta 766 anni fa dal Patriarca Gregorio da Montelongo che qui concesse il mercato.

Perfino la Confcommercio è rimasta comprensibilmente sbigottita. Proprio il comune dello storico presidente regionale della Camera di Commercio Gianni Da Pozzo si fa trovare impreparato, che smacco!

Abbiamo chiesto conto di questa mancanza in Consiglio comunale, invitando chi ha le deleghe ad occuparsene: assieme a giunta e sindaco corrano ai ripari. Ma è ormai evidente che la maggioranza sia in stato confusionale: dapprima si fa sfuggire il dovere di promuovere un laboratorio permanente per riaprire la Statale 52bis al contrario di quanto fatto dalla amministrazione Brollo, che qui nel 2017 ospitò il presidente nazionale di Anas sbloccando i 60 milioni di lavori e coinvolgendo tutti i sindaci della valle del But; poi va in confusione presentando una delibera per la medesima SS 52bis dove inserisce per errore Sella Chianzutan; infine fa scena muta sul Distretto del Commercio. 

Inutile uscire da Città Alpina perché costa 5000 € l’anno se poi si rinuncia a centinaia di migliaia di euro con questa superficialità. A proposito: l’accordo recentemente celebrato con i partner sloveni in nome dei cjarsons è nato proprio grazie ai rapporti di Città Alpina nel 2017

Cosa resta di tutto questo? Proclami elettorali di rilanciare commercio e città, di renderla pulita e brillante, ecc ecc. Invece ci troviamo i sentieri non manutenuti, pulizia sotto gli occhi di tutti e un rannicchiarsi su se stessi senza fare da guida al territorio. Cioè restano solo parole, parole, parole.

FRANCESCO BROLLO
ROBERTO BUSOLINI
FABIOLA DE MARTINO
FRANCESCO MARTINI