Banda larga, la Regione Fvg è pronta a realizzare autonomamente alcuni tratti

No a qualsiasi ipotesi di ulteriori ritardi nella realizzazione del piano nazionale di diffusione Banda ultra larga (Bul), nessun avvallo a decisioni che vadano in questa direzione da parte del Cobul, il comitato che sovraintende l’attuazione di questa importante infrastruttura, e piena disponibilità a gestire autonomamente i tratti che Open Fiber non è in grado ultimare nei tempi stabiliti.

Questi in sintesi i principali passaggi del documento che l’assessore ai Sistemi informativi Fvg Sebastiano Callari, nella sua veste di coordinatore della Commissione agenda digitale della Conferenza delle Regioni e Province autonome, ha presentato ieri a Roma nel corso della riunione del Comitato per la Banda ultra larga.

Durante un incontro che si è tenuto al Mise lo scorso 20 febbraio, al quale hanno preso parte tutte le Autorità di gestione dei fondi Fesr e Feasr delle Regioni italiane e Provincie autonome, infatti, è stato comunicato che sarebbe destinato a proseguire almeno fino al 2023 il piano tecnico di realizzazione dell’intervento per quanto concerne le aree bianche, quelle ritenute meno interessanti da un punto di vista economico dagli operatori delle telecomunicazioni come per esempio le zone montane.

Inoltre ben 1113 comuni italiani, finora sospesi e programmati per il 2021, risulterebbero definitivamente esclusi dal piano di intervento aree bianche in quanto presenterebbero già disponibilità di Banda ultra larga per oltre il 95% delle unità immobiliari.

Decisioni che le regioni italiane ritengono inaccettabili anche in virtù del fatto che il Piano della Banda larga nelle cosiddette aree bianche viene sviluppato proprio grazie all’utilizzo, in particolare, dei fondi regionali Fesr e Feasr per un importo complessivo superiore a un miliardo e mezzo di euro. Le Regioni, pertanto, sono a tutti gli effetti “soci di maggioranza” di questo progetto e il loro punto di vista non può certo essere trascurato.

Nel documento, condiviso a livello di comitato, viene negato quindi qualunque avvallo alle decisioni del Cobul di estendere i tempi di ultimazione e di escludere, parzialmente o del tutto, alcuni territori dagli interventi pianificati.

Si chiede invece che vengano trovate soluzioni veramente praticabili e in grado di risolvere in modo credibile le difficoltà che presenta il progetto Bul aree bianche anche rivedendo la destinazione di fondi come quelli dei risparmi di gara o quelli destinati ai voucher di incentivo alla domanda.

La priorità delle Regioni italiane, infatti, è quella di mantenere la promessa di creare infrastrutture a Banda ultra larga diffuse in modo capillare al fine di connettere i territori con tecnologie ad alta velocità e favorire la diffusione di servizi innovativi per lo sviluppo sociale, economico e culturale.

Pertanto le Regioni hanno chiesto oggi di poter riprendere in mano direttamente l’implementazione di questo piano nel caso in cui Open Fiber, società che sta creando l’infrastruttura, si trovasse nell’impossibilità, in alcuni tratti, di andare avanti nella realizzazione della Banda ultra larga secondo un calendario condiviso.

Nel corso della riunione, inoltre, è anche emerso che Open Fiber si troverebbe in difficoltà nel trovare, nel Nord Italia, lavoratori qualificati per questo progetto.

A tal proposito Callari ha assicurato di poter individuare tutto il personale necessario attraverso la Direzione Lavoro della Regione, mentre Open Fiber ha proposto di organizzare corsi di tre mesi finalizzati alla necessaria preparazione di questi profili

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