Artegna, recuperato un tratto di muro in pietra a secco tra Salt e Sornico

Ad Artegna si è concluso il cantiere del paesaggio, promosso dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese e dal Comune (si è trattato dell’edizione numero sette).

Dopo due settimane di lavoro, con il coinvolgimento di una decina di partecipanti provenienti da tutta la regione e sotto la direzione dell’artigiano della pietra Tommaso Saggiorato, è stato recuperato un tratto di muro in pietra a secco tra le frazioni di Salt e Sornico. Il muro di sostegno, di proprietà comunale e alto un paio di metri, è posto lungo il sentiero che collegava il vecchio Mulino di Napoleon con il borgo di Aplia Superiore. Il Comune è intenzionato ad inserirlo in un più ampio percorso anulare finalizzato a valorizzare gli elementi paesaggistici e storici del territorio arteniese, come le chiesette, i terrazzamenti, i lavatoi.

I “cantieri del paesaggio”, avviati nel 2015 e a cui hanno aderito negli anni oltre un centinaio di aspiranti artigiani, costituiscono ormai una vera e propria scuola regionale sui muri in pietra a secco: permettono di trasmettere sul campo una forma d’arte nobilissima, riconosciuta dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”.

Quest’anno all’attività pratica si sono aggiunti gli insegnamenti teorici nell’ambito di un convegno a cui hanno preso parte esperti di varie discipline e una visita guidata alle opere murarie ripristinate ad Artegna, anche con la funzione di cogliere la biodiversità di quello che è un vero e proprio habitat verticale, costituito da materiali naturali come la pietra e la terra. Un secondo cantiere è stato realizzato a Susans con il sostegno del Comune di Majano.