Artegna, prorogata la mostra “Muri e cantieri. L’arte dei muri a secco nel Gemonese”

Non solo i “cantieri del paesaggio”, promossi dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese in collaborazione con i comuni di Artegna e Montenars, stanno riscuotendo un grande successo (giunti alla sesta edizione, hanno visto la partecipazione di un centinaio di volontari che si sono alternati dal 2015 ad oggi). Pure la mostra itinerante “Muri e cantieri. L’arte dei muri a secco nel Gemonese”, realizzata dal fotografo Graziano Soravito e ora allestita ad Artegna nel Castello Savorgnan dopo le tappe di Gemona del Friuli e Osoppo, è stata apprezzata da un gran numero di visitatori, tanto da richiedere una proroga (chiuderà il 4 ottobre).

Visitando la mostra nei due ultimi fine settimana di apertura (sabato e domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19), sarà possibile osservare le diverse tipologie di muri in pietra che caratterizzano la Pedemontana friulana. Domenica 27 settembre e 4 ottobre in mattinata sono in programma delle visite guidate che illustreranno il progetto ed evidenzieranno come i muri a secco, oltre ad assumere un profondo significato estetico e paesaggistico, svolgano un ruolo fondamentale nella gestione e manutenzione del territorio. La prenotazione è obbligatoria.

Nel Gemonese i muri in pietra sono presenti al limitare delle proprietà o a delimitazione di piccoli tracciati viari in trincea. La caratteristica tutta locale di erigere a confine delle proprietà questi muri con una sopraelevazione merlata era dettata dall’esigenza di utilizzare il muro come sostegno per la coltivazione delle viti. Nei merli superstiti, infatti, si può notare un foro centrale che serviva per il fissaggio del palo della pergola su cui venivano poi accompagnati i tralci delle viti. I muri in pietra a secco erano funzionali al contenimento delle scarpate, spesso venivano costruiti per creare spazi coltivabili. Ad Artegna erano diffusi sul Colle di San Martino e sulle prime balze del Monte Faeit. Oggi molti sono in condizioni precarie e avrebbero necessità di interventi di manutenzione straordinaria: i “cantieri del paesaggio” hanno questa funzione.

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