Alloggi Ater FVG, intervento della Regione, ridotti i canoni a 8 mila inquilini

All’esito di questi primi mesi di sperimentazione è stato possibile rilevare che i nuclei composti da una sola persona sono quelli che possono subire una penalizzazione dovuta dal nuovo sistema di calcolo con l’Isee, il cui computo tende a favorire i nuclei familiari con più persone. Abbiamo quindi introdotto un correttivo tecnico, del valore di circa 2 milioni di euro sostenuto dalla Regione, che interesserà quasi un quarto di tutti i locatari delle Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (Ater) del Friuli Venezia Giulia”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro, nel corso del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) – rende noto la Giunta regionale con un comunicato – sul tema dei nuovi canoni per gli alloggi di edilizia popolare. Santoro ha anticipato che saranno rimodulati, con decorrenza 1 gennaio 2017, gli attuali tetti massimi dei canoni per gli inquilini con nucleo familiare unipersonale con un Indicatore di situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 10.000 euro (fasce A1-A10) e per gli inquilini con nucleo familiare unipersonale con un Isee compreso tra i 10.000 e i 20.000 euro (fasce B1-B10). Più specificatamente, le rispettive riduzioni saranno del 25% (fascia A1-A10) e del 15% (fasce B1-B10).

In questo modo saranno rivisti in riduzione i canoni di affitto di quasi 8 mila inquilini, di cui 5200 in fascia A (circa l’80% dei nuclei unipersonali) e 2800 delle sub-fasce B1-10 (circa il 75% dei nuclei unipersonali). I beneficiari di questa rimodulazione del canone saranno direttamente contattati dagli uffici delle Ater. I paragoni tra il vecchio sistema e il nuovo, come ha sottolineato infine l’assessore Santoro, non possono essere fatti con un confronto diretto, anche perché i canoni 2016 erano determinati sui redditi del 2012. L’applicazione dell’Isee comporta una redistribuzione che ha prodotto da una parte un aumento del numero di inquilini che, rientrando nella fascia A, pagano un canone inferiore e dall’altra, comunque, ad un’invarianza delle entrate per le Ater.

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