CarniaPrimo piano

A Vigili del Fuoco, Alpini e Protezione Civile il premio Sussidiarietà per la ricostruzione post terremoto del Friuli

Cinquant’anni dopo il terremoto del Friuli, la Fondazione per la Sussidiarietà torna a quella tragedia per richiamare il modello unico di collaborazione tra Stato, istituzioni locali e società civile che lì nacque. Una grande lezione di sussidiarietà, fondata sulla responsabilità condivisa, sulla partecipazione e sulla capacità di mettere il bene comune davanti agli interessi di parte.

È questo il significato del Premio Sussidiarietà 2026, assegnato congiuntamente alla Protezione Civile, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile e all’Associazione Nazionale degli Alpini.

Il riconoscimento è stato consegnato oggi ai responsabili delle tre realtà premiate in una cerimonia che si è svolta al Teatro Candoni di Tolmezzo, condotta dalla giornalista Marinella Chirico, nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del sisma organizzate dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Presenti, tra gli altri, assieme al presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini, il governatore Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale Riccardo Riccardi e sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini. In platea, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali, anche studenti delle scuole superiori del capoluogo carnico, al loro primo giorno di scuola. Ci sono stati poi i messaggi dell’esecutivo nazionale attraverso il contributo inviato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al videomessaggio trasmesso dal ministro per le Politiche del mare e la Protezione civile Nello Musumeci.

“Una politica illuminata, una società matura, una grande quan­tità di cittadini educati alla resilienza e alla generosità – ha sottolineato Vittadini – crearono quella forma originale di messa a sistema del contributo di tutti, secondo criteri di bene comune e leale collaborazione, che è la sussidiarietà. Si tratta di una lezione preziosa anche per l’oggi, forse oserei dire soprattutto per l’oggi, quando un rapido e radicale cambiamento del vivere civile spesso produce indebolimento dei legami sociali, crisi dei corpi intermedi, discredito della politica e debolezza delle istituzioni. A distanza di decenni, quella esperienza continua a rappresentare un punto di riferimento per la risposta «sussidiaria» alla crisi economica e a quella della politica. È questa la lezione del Friuli che ancora oggi parla al Paese”.

Il terremoto del 1976 rappresentò una ferita profonda, ma anche l’origine di un modello innovativo di intervento e ricostruzione, come è stato ricordato nel corso della cerimonia.
A distanza di decenni, questa esperienza continua a essere un esempio di risposta alla crisi economica e a quella della politica: in Friuli, durante la ricostruzione, maggioranza e opposizione collaborarono invece di fronteggiarsi. Si evitarono scontri ideologici e si lavorò insieme per ricostruire, mettendo da parte interessi di partito. Inoltre, molti imprenditori continuarono a pagare gli stipendi ai dipendenti anche quando gli stabilimenti erano danneggiati o fermi, mostrando un’idea di impresa come comunità, più vicina a una logica di corpo sociale che di puro strumento di profitto.

“Ricevo questo premio a nome del Dipartimento della Protezione Civile che in Friuli, anche grazie al nostro padre fondatore Giuseppe Zamberletti, ha una delle sue radici più profonde. L’Orcolat non ci ha insegnato soltanto un modello di intervento. Ci ha insegnato cosa significa rialzarsi, ricostruire, fare comunità” così Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento Protezione Civile. “50 anni fa, tra le macerie e i paesi da ricostruire, sindaci, amministratori, cittadini, forze ed enti dello Stato hanno lavorato fianco a fianco seguendo un principio modernissimo in cui le comunità diventavano partecipi e protagoniste insieme al sostegno dello Stato. Era già sussidiarietà”.

“Ringrazio la Fondazione per aver posto un importante focus su temi legati ad eventi di estremo interesse per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – ha dichiarato Attilio Visconti, Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile – Come avviene quotidianamente nelle infinite attività di soccorso sul territorio nazionale, siamo fermamente convinti che la vera prospettiva evolutiva del soccorso vada ricercata prioritariamente nella “integrazione”, poiché nessuna tecnologia da sola, sostituisce il gioco di squadra, il valore dell’esperienza umana, l’importanza di una formazione il più possibile omogenea su tutto il territorio, preservando e valorizzando i principi di resilienza e sussidiarietà. È quindi un onore ricevere, in questo contesto, un premio che vede la sinergia di diverse realtà operative in funzione della difesa del nostro Paese”.

La risposta delle penne nere dell’Associazione Nazionale Alpini all’emergenza Friuli, fu, cinquant’anni orsono, corale e commovente. – ha spiegato Sebastiano Favero, presidente Associazione Nazionale Alpini – Quindicimila volontari accorsero in tempi brevissimi e prestarono quasi un milione di ore di lavoro negli undici cantieri che l’Ana aveva organizzato per la ricostruzione: dimostrarono al mondo che cosa significassero lo spirito di solidarietà e la capacità di intervento che da sempre li contraddistinguevano. Fu un esempio luminoso di partecipazione, che divenne stimolo e indicazione definitiva per la costituzione di una Protezione Civile organizzata. Oggi quello spirito, che nei decenni ha dovuto poi confrontarsi purtroppo ancora con eventi disastrosi, è rimasto immutato e l’Ana è impegnata a trasmetterne memoria e messaggio alle giovani generazioni, oggi drammaticamente bisognose di punti di riferimento“.

Le motivazioni del Premio

Tre realtà diverse per storia, natura e mandato, ma unite dalla capacità di agire in modo complementare, come parti di un unico sistema. È proprio questa la ragione della scelta della Fondazione per la Sussidiarietà: riconoscere non solo ciò che queste realtà seppero fare nel 1976, ma anche ciò che continuano a rappresentare, ancora oggi, ogni volta che il Paese è chiamato ad affrontare un’emergenza.

La Protezione Civile rappresenta l’evoluzione sistemica di quell’esperienza. Il terremoto del Friuli contribuì infatti a maturare la consapevolezza della necessità di un sistema capace di mettere in rete strutture dello Stato, Regioni, enti locali e volontariato. Un modello che, nel tempo, è diventato un punto di riferimento per la prevenzione e la gestione delle emergenze nel nostro Paese.

Vigili del Fuoco testimoniano invece la presenza dello Stato nel momento più critico dell’emergenza, quando professionalità, tempestività e capacità operativa possono fare la differenza nel salvare vite e nell’offrire un primo sostegno concreto alle comunità colpite.

Gli Alpini rappresentano la forza della società civile organizzata: un volontariato strutturato e profondamente radicato nei territori, capace di affiancare le istituzioni con spirito di servizio, autonomia e capacità di iniziativa.

Che cos’è il Premio Sussidiarietà

Istituito dalla Fondazione per la Sussidiarietà, che dal 2002 realizza attività di ricerca, formazione, promozione culturale e proposta di policy avvalendosi di collaborazioni nazionali e internazionali, il Premio intende promuovere il principio costituzionale della sussidiarietà e la cultura che ne deriva, individuandoli come strumenti fondamentali per affrontare le grandi sfide della contemporaneità.

La prima edizione del Premio, nel 2025, era stata assegnata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in quell’occasione aveva definito la sussidiarietà “un principio che lega e rafforza il rapporto tra istituzioni e società” e aveva richiamato la necessità di rilanciare una cultura del “noi”: responsabilità comune, partecipazione e costruzione di comunità.

Con il Premio 2026, la Fondazione orienta quella riflessione su una vicenda concreta della storia italiana: la ricostruzione del Friuli come esempio di una comunità capace di reagire alla catastrofe mettendo in comune energie, competenze e responsabilità.

Il riconoscimento è rappresentato da Biodiversità, opera dello scultore Carlo Steiner, una fusione in alluminio realizzata su calco vegetale.

L’opera richiama le relazioni di collaborazione, mutualismo e simbiosi presenti in natura: elementi diversi che, mantenendo la propria identità, contribuiscono alla crescita dell’intero ecosistema. Un’immagine che sintetizza il significato del Premio: il bene comune non nasce dall’omologazione, ma dalla capacità di elementi diversi di collaborare senza perdere la propria specificità.

In occasione della seconda edizione del Premio, la Fondazione per la Sussidiarietà ha inoltre realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera una pubblicazione curata da Pierluigi Vercesi, dedicata alle testimonianze dell’emergenza e della ricostruzione dopo il terremoto del 1976.