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A Ovaro la presentazione dell’ultimo libro di Furio Bianco sui “mistri cargnelli” in Istria

Un rapporto antico, intenso e duraturo, costruito attraverso il lavoro, i commerci e le migrazioni. È quello tra la Carnia e l’Istria, al centro dell’ultimo libro dello storico Furio Bianco, «Mistri cargnelli» in Istria. Tra lavoro in bottega, traffici economici e speculazioni finanziarie (secoli XVI-XIX), pubblicato dalla Deputazione di Storia patria per il Friuli.

Il volume sarà presentato mercoledì 12 agosto 2026 alle 18 alla Cjasa da Plêf di Cella, a Ovaro.

Il lavoro di Furio Bianco ripercorre le vicende dell’emigrazione temporanea e definitiva dei carnici verso l’Istria, ricostruendo un legame economico e sociale sviluppatosi nell’arco di diversi secoli. Un fenomeno che interessò in maniera particolarmente significativa le comunità della conca di Ovaro, i cui abitanti trovarono nell’Istria opportunità di lavoro, commercio e investimento.

Attraverso documenti e testimonianze storiche, il libro approfondisce il ruolo dei “mistri cargnelli”, gli artigiani e lavoratori carnici che operarono lontano dalle proprie comunità d’origine, inserendosi nelle attività produttive e commerciali istriane e sviluppando, in alcuni casi, vere e proprie reti economiche e finanziarie.

La presentazione è organizzata dalla Deputazione di Storia patria per il Friuli, in collaborazione con la Società Filologica Friulana, l’Associazione culturale Giorgio Ferigo e la Parrocchia di Santa Maria di Gorto.

L’appuntamento sarà anche l’occasione per ricordare la figura di Furio Bianco, considerato uno degli storici moderni più importanti del Friuli dagli anni Ottanta fino alla sua recente scomparsa. Una parte fondamentale delle sue ricerche è stata dedicata proprio alla montagna friulana e alla Carnia, indagate attraverso le dinamiche sociali, economiche e migratorie che ne hanno segnato la storia.

A discutere del volume e dell’eredità scientifica e culturale dello storico saranno Stefano Barbacetto, Gilberto Dell’Oste, Claudio Lorenzini, Paolo Roseano e Andrea Tilatti, presidente della Deputazione di Storia patria per il Friuli.