A Forni di Sopra un doppio evento per la 10ª edizione della Dolomiti Mountain School
Formare e aggiornare tutti coloro che nel paesaggio e con il paesaggio operano, riflettendo a 360° sul mondo della montagna, tra gli obiettivi da raggiungere e gli ostacoli da superare in una società in costante cambiamento. È nata con questi propositi, nel 2017, la Dolomiti Mountain school, la scuola di formazione finanziata dalla Regione Fvg e organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, la Comunità di montagna della Carnia, l’ASCA, la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio e il Parco Naturale Dolomiti Friulane.
Considerata luogo di dibattito sui destini della montagna a partire dal riconoscimento delle Dolomiti a Patrimonio Mondiale da parte dell’UNESCO, la Scuola giunge oggi alla sua decima edizione e celebra questo lungo percorso con un doppio importante appuntamento. Venerdì 11 e sabato 12 settembre nella Cjasa dai Fornés a Forni di Sopra, si terranno due giornate di studio dedicate a “Il bilancio di dieci anni e le nuove sfide della montagna”. Presente, nella mattinata di sabato, anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, attuale componente del CdA della Fondazione Dolomiti UNESCO nonché ex presidente.
LA FORMAZIONE – La Dolomiti Mountain School, nata inizialmente come Summer School Dolomiti UNESCO a Forni di Sopra, si è trasformata in un percorso di formazione itinerante, con più tappe distribuite tra varie località di montagna del Friuli Venezia Giulia. In primis il paesaggio, ma anche i cambiamenti climatici, la società, la crisi demografica: la Scuola ha sempre cercato di interpretare l’attualità chiamando come relatori esperti di livello nazionale per approfondire i temi e proporre soluzioni ad amministratori locali, operatori economici, studenti. Non solo. La varietà delle tematiche affrontate ha reso la Dolomiti Mountain School attrattiva per differenti ordini professionali portando negli anni alle lezioni centinaia di architetti, geologi, agronomi e forestali.
IL PROGRAMMA – Di cosa si parlerà nel terzo appuntamento della decima edizione della Dolomiti Mountain school, che avrà inizio nella giornata di venerdì? Dopo il saluto del sindaco di Forni di Sopra Iginio Coradazzi e del funzionario del Servizio Biodiversità della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche Pierpaolo Zanchetta, il giornalista Gianpaolo Carbonetto introdurrà i lavori. A dialogare di quanto fatto in passato per la montagna e di futuro delle aree interne saranno: lo storico Andrea Zannini, il demografo Alessio Fornasin, l’economista Paolo Ermano e il direttore del GAL Montagna Leader, Pier Giorgio Sturlese. Nel pomeriggio seguiranno gli interventi dell’antropologo Annibale Salsa, già presidente nazionale del CAI, di Patrizia Gridel della Comunità di montagna della Carnia, di Anna Micelli, sindaco di Resia e presidente del Parco Naturale Prealpi Giulie, di Marco Breschi, demografo e sindaco di Sambuca Pistoiese e di Sabrina Lucatelli, direttrice di Riabilitare l’Italia e vicepresidente OCSE sulle politiche rurali.
IL BILANCIO – La mattinata di sabato sarà invece dedicata a tracciare un bilancio dei dieci anni di attività della Scuola e si aprirà con le parole della direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO, Mara Nemela. I relatori saranno Mariagrazia Santoro, architetto, già presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO, Francesco Marangon, docente di Economia dello sviluppo sostenibile all’Università di Udine, Ugo Morelli, docente di scienze cognitive all’Università di Napoli e Marco Albino Ferrari, giornalista e scrittore. Seguirà una tavola rotonda. Nel pomeriggio, alle 16.30, nella Casa del Paesaggio di Socchieve, sarà inaugurata la mostra fotografica “Sconfinare, germogliare. Viaggio tra memoria e presente nelle giovani famiglie di Carnia” di Ulderica Da Pozzo, presentata dall’antropologo Gian Paolo Gri.
(foto di Denis Scarpante)
