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Porzus, alla commemorazione la medaglia anche al fornese Bucco

Una giornata storica” l’ha definita la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, presente oggi a Faedis (Ud) alle cerimonie per la commemorazione dell’eccidio di Porzus, a 72 anni di distanza dall’uccisione di diciassette partigiani della Brigata Osoppo ad opera di esponenti della resistenza di matrice gappista comunista. Giornata storica perché, come ha sottolineato la presidente Serracchiani, la cerimonia di quest’anno ha visto la partecipazione di una delegazione dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi). “Un gesto che assume un significato di pace e di riconciliazione”, ha commentato.

Serracchiani, nel suo discorso pronunciato a margine della funzione religiosa, ha parlato anche di un evento, quello dell’eccidio, “che ha segnato in modo indelebile questi luoghi, imprimendo una duratura e sofferente traccia in quella che vorrei chiamare la coscienza del Movimento di Liberazione”.

Riferendosi poi alla complessità di quanto accaduto in quegli anni nelle terre del confine orientale la presidente ha detto che in quei momenti “anche la cognizione chiara di cosa significasse ‘difendere la Patria’ è stata in alcuni casi smarrita”. Da allora, ha ricordato Serracchiani, Porzus “ha scavato un solco durato decenni tra le associazioni partigiane italiane e tra la stessa popolazione del Friuli”. Un muro che ha cominciato ad infrangersi nel 2001, quando alcuni dei protagonisti di allora si ritrovarono alle malghe per un gesto di riconciliazione.

Non è mancato da parte della presidente un riconoscimento all’Associazione partigiani Osoppo (Apo) per esser stata in tutti questi anni “custode della memoria storica”, attraverso atti concreti, come la posa di lapidi commemorative e l’acquisto dei fabbricati dove si svolse l’eccidio, oltre che di alcuni terreni circostanti, e provvedendo a realizzare le necessarie opere di manutenzione, compresa la sistemazione della viabilità di accesso.

E una medaglia ricordo dei 70 anni dalla Liberazione è stata consegnata dal sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, a quattro partigiani osovani. Il più anziano è Fioravante Bucco di Forni di Sopra (Udine), 96 anni, che prima di indossare il fazzoletto verde aveva preso parte alla campagna di Russia con gli Alpini.

IL PROTOCOLLO

Proprio grazie all’attività di conservazione e divulgazione del ricordo svolta dall’Apo la Regione, con delibera del 20 gennaio 2017, ha dichiarato le Malghe di Porzus “Bene di interesse storico-culturale”.

E in virtù della fattiva collaborazione con le Comunità locali e l’Apo, l’Amministrazione regionale ha sottoscritto un Protocollo di intesa che regola gli impegni di ciascuna delle parti coinvolte (Regione, Provincia di Udine, Associazione Partigiani Osoppo e Comune di Faedis) nell’attività di tutela e valorizzazione del compendio delle Malghe di Porzus. Dopo aver evidenziato l’importante ruolo divulgativo dei pannelli informativi che saranno installati nel luogo dell’eccidio, la presidente Serracchiani ha voluto ringraziare l’Apo e l’Anpi “perché mi avete resa partecipe dell’inizio di un nuovo cammino delle associazioni partigiane, all’insegna del dialogo e della comprensione. Tutta la comunità regionale – ha concluso – ha bisogno di esempi come il vostro”.

Hanno partecipato alle cerimonie commemorative di Faedis e Canebola, oltre alla presidente Serracchiani, anche l’assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli, il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, il sindaco di Udine Furio Honsell, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e l’onorevole Gian Luigi Gigli.