Territorio

Panontin e lo slittamento delle Uti: “Basta guerriglia giudiziaria”

L'assessore Panontin
L’assessore Panontin

“La rimodulazione dei termini è resa necessaria da un atteggiamento ostruzionistico da parte di alcuni Comuni. Si sta verificando un fatto molto grave che i cittadini devono comprendere”. Lo precisa l’assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, per chiarire le ragioni dell’emendamento al disegno di legge sulla programmazione e norme finanziarie urgenti, approvato ieri dal Consiglio Regionale, con il quale si intende prorogare di quattro mesi l’avvio delle Unioni territoriali intercomunali.

Per Panontin “non è in discussione il diritto di alcune amministrazioni di impugnare la delibera del piano di riordino: quello che si sta verificando è una vera e propria guerriglia giocata sul piano giudiziario. Lo scopo – spiega – non è quello di rimettere nelle mani del TAR la soluzione di una discussione che dovrebbe invece trovare sede nelle aule della politica, bensì quella di prorogare lo stato di incertezza in cui i ricorrenti hanno cacciato tutte le amministrazioni comunali di questa regione”.

In proposito l’assessore Panontin evidenzia che “più a lungo permarrà questa incertezza, questo il ragionamento dei ricorrenti, più aumenterà la confusione e la pressione sulla Giunta fino a decidere l’abbandono del progetto. Ogni atto di esecuzione della legge in questa fase offre l’occasione ai ricorrenti di aggiungere motivi al ricorso originario, il che comporta ogni volta il necessario slittamento della decisione finale da parte del TAR. La prova inequivocabile di questa strategia è il rifiuto di aderire alla nostra disponibilità ad anticipare il giudizio attraverso la rinuncia ai termini assegnati a nostro vantaggio”.

Quel che vogliamo – sottolinea – è consentire al TAR di esprimersi celermente e serenamente togliendo al collegio giudicante questa indebita pressione”. E dunque “questo breve slittamento dà modo, soprattutto ai 150 comuni circa che vogliono applicare la legge, di superare questa fase di impasse. Queste Amministrazioni chiedono spesso di poter essere messe nella condizione di poter partire con le Unioni e di neutralizzare l’azione di protesta dei ricorrenti”. “Consiglierei a tutti gli amministratori contrari al nostro progetto – conclude Panontin – di leggere le nostre ragioni difensive e di farle leggere a qualche esperto amministrativista: forse scoprirebbero che è bene non abbeverarsi solo da una fonte.

LA RISPOSTA DI RICCARDI

Riccardo Riccardi
Riccardo Riccardi

“Sconcertante. Non c’è altro aggettivo per definire quanto deciso dalla Giunta sulle Unioni territoriali intercomunali (Uti) attraverso l’emendamento che rimuove in pratica per legge gli elementi di possibili ricorsi dei sindaci, prorogando di centoventi giorni l’avviamento delle Unioni stesse. Mi pare chiaro che il tentativo è di non attuare quella legge che noi abbiamo contestato con forza: vogliono evitare l’invio dei commissari, atto troppo pericoloso, sia giuridicamente che politicamente”. L’affermazione è del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Riccardo Riccardi.
“Quello che noi chiediamo – aggiunge Riccardi – è di dare il giusto tempo ai Comuni per fare tutto ciò che è necessario per partire con le Uti. Centoventi giorni non basteranno perché, come hanno sostenuto diversi sindaci favorevoli alla riforma, ci vorrebbe almeno un anno. Quindi, se non vogliono ritornare in Aula la prossima primavera con la settima versione della legge, il centrosinistra non ignori le nostre parole, facendo tesoro della brutta figura che si sarebbe risparmiata se ci avesse ascoltato un anno fa.

Per questo – chiosa l’esponente di centrodestra – non demordo nel cercare una svolta ragionevole per tutti: rivolgo quindi ancora un appello al buonsenso, se ancora c’è, di questa maggioranza: fermatevi sulle Uti, altrimenti il rischio è quello che salti l’intero sistema degli enti locali del Friuli Venezia Giulia.