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VIDEO – Il ritorno delle Croci sul Canin: una storia di volontariato, memoria e cooperazione senza confini

Ieri, sabato 31 ottobre, a Sella Nevea si è svolta la cerimonia dedicata al recupero delle croci di vetta del Monte Canin e del Canin Piccolo. Un progetto nato dall’impegno dei volontari e diventato simbolo di collaborazione tra le comunità italiane e slovene delle Alpi Giulie. Un intervento che racconta una bella storia di volontariato, di amore per la montagna e, soprattutto, di collaborazione tra territori e comunità che condividono un patrimonio naturale, storico e culturale straordinario.
Tutto è nato dalla volontà e dalla passione di un gruppo di volontari, in particolare della Val Resia, che hanno deciso di dedicare il proprio tempo e le proprie energie al recupero delle croci deteriorate dagli anni e dalle difficili condizioni dell’alta montagna. Un impegno che raccoglie idealmente l’eredità dei Ghiri di Resia, il gruppo di giovani alpinisti che, a partire dagli anni Ottanta, contribuì alla valorizzazione delle montagne resiane, dell’Alta Via Resiana e dei simboli presenti sulle vette. A distanza di tanti anni, quello stesso spirito continua a vivere attraverso persone che non hanno dimenticato il valore della montagna e il significato di prendersene cura. Accanto ai volontari hanno collaborato l’Ecomuseo Val Resia, contribuendo a valorizzare la memoria e il patrimonio culturale legato a questi luoghi, il Parco Naturale delle Prealpi Giulie, il CAI FVG, il CAI sloveno l’8° Reggimento Alpini di Venzone e l’esercito sloveno. Fondamentale anche il contributo concreto delle realtà imprenditoriali e associative che hanno sostenuto l’intervento: Eurostratex (che ha donato la croce in legno), Carpenteria Sclauzero, Di Centa & Di Ronco (per le lavorazioni e il contributo alla croce del Canin Piccol), e ASD Val Resia, che ha sostenuto il volo in elicottero della prima fase delle operazioni. Elifriulia ha effettuato le delicate operazioni di trasporto in quota.
Il progetto ha visto il coinvolgimento dei Comuni di Resia, Resiutta, Chiusaforte e Bovec, a testimonianza di un legame che supera i confini amministrativi e nazionali.
«Credo che il valore più grande di questa esperienza sia proprio il messaggio che ci consegna – sottolinea il sindaco di Resia e presidente del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, Anna Micelli –. Quando ci sono persone che credono in qualcosa, che mettono a disposizione il proprio tempo, le proprie capacità e la propria passione, anche progetti complessi possono diventare realtà. Dobbiamo essere profondamente riconoscenti ai volontari, che sono stati l’anima di questa iniziativa, e a tutte le realtà che hanno scelto di accompagnarli. Il Canin appartiene idealmente a tutte le comunità che vivono ai suoi piedi, da entrambi i lati del confine. Queste croci ci ricordano che la montagna può essere un luogo di incontro, di rispetto, di memoria e di pace. Sono anche la dimostrazione che la cooperazione transfrontaliera non si costruisce soltanto attraverso grandi progetti istituzionali, ma soprattutto attraverso gesti concreti, relazioni umane e una volontà comune di fare qualcosa di bello per il proprio territorio».

Prima della cerimonia si è svolto un sorvolo simbolico dell’area con i rappresentanti delle istituzioni coinvolte e il pievano don Alberto Zannier che ha benedetto la croce grande assemblata sul posto.