Oltre 200 professionisti a Tolmezzo per il convegno di Medicina Interna
Il dottor Paolo Agostinis, direttore della struttura complessa di Medicina Interna dell’ospedale di Tolmezzo, ha organizzato un convegno di alto spessore scientifico, presenti più di 200 professionisti.
Oggi, infatti, erano presenti al Teatro Candoni, oltre a importanti professionisti della medicina italiana, due eminenti scienziati stranieri : il primo proveniente dalla Francia, il professore Daniel Lichtenstein, e l’ ltro dal Galles, il dottor Piero Baglioni. Lichtenstein è noto per avere per primo compreso come la tecnica ecografica possa essere utilizzata anche per la diagnostica delle malattie polmonari ed infatti la sua lezione magistrale si è concentrata proprio su questo tema.
Il filo conduttore del convegno “Ex morbo ad curandum discere. Dal riconoscere la malattia, imparare a prendersene cura” è stato una delle sfide più affascinanti della medicina, ovvero riconoscere ciò che spesso si presenta in modo sfumato, attraverso segni e sintomi apparentemente aspecifici.
In questa edizione protagoniste, così, sono state le lesioni cutanee e le “cicatrici”, intese non soltanto come manifestazioni cliniche, ma anche come tracce di percorsi di malattia e di vita. Dal cacciatore con cicatrici sui polsi e dispnea, all’anziano con una rara forma di sepsi e polmonite, dalla maestra d’asilo che non riesce più a prendere in braccio i bambini, alle cicatrici visibili e invisibili: casi clinici che raccontano quanto la Medicina Interna richieda curiosità, capacità di osservazione, ragionamento diagnostico ed ascolto.
Non sono mancati temi di grande attualità, come la medicina delle migrazioni, e una lettura magistrale di Lichtenstein sul tema “Beyond the B-line”.
Un programma che ha riassunto bene lo spirito della Medicina Interna, ovvero andare oltre il singolo sintomo, mettere insieme i segni e le storie, ed arrivare ad una diagnosi. È stata un’occasione di confronto e condivisione tra professionisti, con uno sguardo aperto alla clinica, alla ricerca e soprattutto alla persona umana vista come soggetto al centro della scena.
Non sono mancati temi di grande attualità, come la medicina delle migrazioni, e una lettura magistrale di Lichtenstein sul tema “Beyond the B-line”.
Un programma che ha riassunto bene lo spirito della Medicina Interna, ovvero andare oltre il singolo sintomo, mettere insieme i segni e le storie, ed arrivare ad una diagnosi. È stata un’occasione di confronto e condivisione tra professionisti, con uno sguardo aperto alla clinica, alla ricerca e soprattutto alla persona umana vista come soggetto al centro della scena.
