Chirurgia senologica a Tolmezzo, Liguori (Patto): «Le 20mila firme meritano rispetto»
Si ritorna a parlare del trasferimento degli interventi di chirurgia senologica dall’ospedale di Tolmezzo a quello di San Daniele. A riaccendere il confronto è la consigliera regionale Simona Liguori, del gruppo Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, che interviene sulle recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, contestando in particolare le sue parole sulla petizione sottoscritta da 20mila cittadini a difesa del servizio sanitario in Carnia.
«L’assessore regionale Riccardi non può svilire lo sforzo di tanti cittadini dichiarandosi convinto che metà di quelle persone non firmerebbero più quella petizione», afferma Liguori. «È una mancanza di rispetto verso le 20mila persone che si sono mobilitate a difesa della Chirurgia senologica di Tolmezzo e che hanno consegnato le firme al Consiglio regionale».
Al centro della controversia resta la riorganizzazione del servizio, avviata nel novembre 2024, quando gli interventi chirurgici senologici sono stati accentrati all’ospedale di San Daniele. A Tolmezzo sono rimaste le attività di presa in carico delle pazienti e di accompagnamento nelle diverse fasi del percorso oncologico. Una soluzione che, secondo la consigliera, continua a creare difficoltà alle donne residenti in Carnia e nelle aree montane.

«I cittadini hanno firmato per un motivo preciso», sottolinea Liguori, ricordando come la scelta organizzativa non sia mai stata condivisa dal suo gruppo politico. «Secondo noi continua a penalizzare le donne della Carnia e delle aree montane, chiamate ad affrontare uno dei momenti più delicati della propria vita».
La consigliera interviene anche sull’inaugurazione dei nuovi spazi destinati all’Oncologia dell’ospedale di Tolmezzo, riconoscendo il valore dell’investimento ma invitando a non confondere il miglioramento delle strutture con la soluzione delle criticità legate all’accessibilità dei servizi.
«Se da un lato salutiamo con favore l’inaugurazione di spazi più ampi e accoglienti per l’Oncologia a Tolmezzo, essenziali per garantire comfort e dignità a chi è in cura, dall’altro un taglio del nastro non cancella i disagi creati», osserva.
Il nodo, secondo Liguori, è quello delle distanze e dei collegamenti, particolarmente problematici per chi vive nei comuni montani. La necessità di raggiungere un ospedale più lontano per sottoporsi a un intervento rappresenta infatti, nella valutazione della consigliera, un ulteriore elemento di difficoltà per le pazienti e per i familiari che le accompagnano.
«La qualità e la sicurezza clinica sono fondamentali per le persone ammalate, ma per la loro qualità della vita è importante anche garantire un accesso ai servizi che tenga conto delle distanze, dei lunghi tempi di percorrenza e delle oggettive difficoltà nei trasporti della montagna friulana. Questi aspetti incidono sulla quotidianità delle pazienti e delle loro famiglie».
Da qui la richiesta alla Regione di non considerare superata la questione con l’apertura dei nuovi locali e di dare invece seguito alle istanze espresse attraverso la mobilitazione popolare.
«Le firme di 20mila cittadini rappresentano una richiesta chiara di tutela del territorio: meritano risposte e soluzioni strutturali, non provocazioni», conclude Liguori
