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Centro selvaggina in Carnia, Mentil: «Prima di spendere 1,2 milioni si dimostri che serve davvero»

Prima di destinare 1,2 milioni di euro di risorse pubbliche alla realizzazione di un nuovo centro per la lavorazione della selvaggina in Carnia, la Regione deve verificare che la struttura sia realmente necessaria, economicamente sostenibile e adeguata alle esigenze del territorio.

A chiederlo è il consigliere regionale del Partito democratico Massimo Mentil, intervenuto dopo la risposta della Giunta all’interrogazione con la quale aveva chiesto chiarimenti sul progetto.

«Prima di spendere 1,2 milioni di euro di risorse pubbliche per un nuovo centro di lavorazione della selvaggina, la Regione deve dimostrare che quell’investimento sia davvero necessario, sostenibile economicamente e rispondente alle esigenze del territorio», afferma Mentil.

Secondo il consigliere dem, dalla risposta dell’assessore regionale Sergio Emidio Bini emergerebbero ancora diversi elementi da chiarire. «Il Cosilt non ha ancora presentato l’istanza formale di contributo e manca chiarezza sul futuro centro, che l’assessore sostiene non sia stato ancora individuato, mentre le voci sul territorio pare dicano altro. È stata avviata una manifestazione di interesse per individuare un immobile da acquistare, con proposte presentabili fino al 24 settembre».

Per Mentil, tuttavia, la questione non può limitarsi all’individuazione dell’edificio destinato a ospitare la struttura.

«Se esiste una struttura da acquisire e adeguare, 1,2 milioni di euro possono avere una loro logica; se invece si pensa a una realizzazione ex novo, la cifra rischia di essere insufficiente. Ma prima ancora va verificata la sostenibilità economica dell’attività».

Il consigliere richiama anche l’esperienza del centro di lavorazione della selvaggina realizzato a Pontebba, inaugurato circa due anni fa ma, sottolinea Mentil, ancora non entrato pienamente in attività. Un precedente che, a suo giudizio, dovrebbe indurre la Regione a una valutazione approfondita prima di procedere con un nuovo investimento.

Occorre quindi capire, sostiene, «quale sia l’effettiva domanda del territorio e del mondo venatorio, ascoltando gli addetti ai lavori e considerando anche il sistema già esistente, comprese le celle refrigerate presenti in molte riserve di caccia della Carnia».

Mentil evidenzia inoltre come, sulla base delle informazioni a sua disposizione, «anche da parte del distretto venatorio non risulta che sia giunta alcuna sollecitazione per la realizzazione del centro».

Da qui la richiesta alla Giunta regionale di approfondire il progetto prima di impegnare definitivamente i fondi.

«La Regione verifichi non solo dove realizzare il centro – conclude Mentil – ma se sia realmente necessario, economicamente sostenibile e dimensionato sulle effettive esigenze del territorio».