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Cavazzo piange Rita Lenisa, una vita spesa tra la ristorazione e l’animazione culturale

Si è spenta all’età di 80 anni Rita Lenisa, ristoratrice, insegnante, assistente sociale, amministratrice e animatrice culturale. A salutarla ieri durante una cerimonia in forma privata i familiari, il marito Lucio Pillinini e i figli Caterina e Antonio. A ricordarla oggi con un post sulla pagina Facebook la famiglia di “Borgo Poscolle”, uno dei luoghi più conosciuti della ristorazione carnica che è nato dalla sua grande passione per la cucina.

“Ciao Rita, il tuo ricordo resterà indelebile non solo nella nostra famiglia ma in tutti i clienti che ti hanno conosciuta e apprezzata. Sei in ogni nostro gesto qui a Borgo Poscolle”.

La sua scomparsa, avvenuta nei giorni scorsi, lascia un vuoto in una comunità alla quale Rita Lenisa aveva scelto di dedicare una parte importante della propria vita. Nata il 18 agosto 1945, avrebbe compiuto proprio oggi 81 anni.

Il suo nome rimane inevitabilmente legato a Borgo Poscolle. Prima della ristorazione, però, c’era stata una vita professionale articolata. Laureata in materie letterarie, con una tesi in Storia dell’arte, e diplomata alla Scuola per assistenti sociali, aveva lavorato anche nell’ambito dell’istruzione privata e dei servizi alla prima infanzia e nell’Azienda sanitaria dell’Alto Friuli, occupandosi in particolare di inserimenti lavorativi e delle problematiche legate alla disoccupazione e all’inclusione di giovani, adulti e persone in difficoltà.

Per anni aveva vissuto a Trieste con il marito Lucio Pillinini, entrambi insegnanti. Il terremoto del 1976 contribuì a riportarli in Friuli e a Cavazzo iniziò un’altra storia. Da un viaggio in Provenza e Camargue nacque l’idea di realizzare, accanto alla casa, una stalla e un piccolo maneggio. Quella struttura, anni dopo, sarebbe diventata il cuore di Borgo Poscolle, aperto alla ristorazione nel 2003.

Rita ne fu molto più che una titolare. Contribuì a costruirne l’identità: una cucina di territorio, legata alle stagioni, ai piccoli produttori e alle materie prime locali, con l’idea che mangiare significasse anche raccontare la Carnia. In una delle prime descrizioni del locale si ricordavano i salumi provenienti dai produttori di Ovaro, Sutrio, Zuglio e Cercivento, i formaggi carnici, le paste fresche, la jota, la selvaggina e soprattutto i dolci e i gelati preparati personalmente da Rita.

Quella filosofia avrebbe portato Borgo Poscolle a diventare negli anni un indirizzo conosciuto ben oltre Cavazzo, apprezzato dalle guide gastronomiche e capace di coniugare tradizione e ricerca. Rita partecipò anche al progetto Carnia Food Design, arrivando in finale in più categorie e vincendo quella dedicata ai dolci.

Ma la sua attenzione per il territorio non si fermava all’attività imprenditoriale. Rita Lenisa fu anche consigliere comunale a Cavazzo Carnico. Eletta la prima volta nella tornata del 2009, nel 2014 decise di candidarsi direttamente alla carica di sindaco alla guida della lista civica “Il coraggio di cambiare insieme”. Ottenne 159 voti, pari al 23,7 per cento, entrando nuovamente in Consiglio comunale tra i banchi della minoranza e continuando il proprio mandato fino alla conclusione della consiliatura.

Centrale fu anche il suo impegno nell’associazione Milleunastoria, nata nel 2010 e impegnata nella gestione della biblioteca comunale, nell’organizzazione di incontri e letture, nel recupero della storia locale e nella conservazione della memoria della comunità. Rita faceva parte del direttivo e fu tra le protagoniste del lavoro sul lascito di Siro Angeli, il poeta, drammaturgo e regista originario di Cesclans. L’associazione avviò la catalogazione di centinaia di lettere, fotografie, documenti e manoscritti donati al Comune dalla vedova Alida Airaghi e Rita partecipò direttamente alla costruzione delle iniziative per il centenario della nascita dello scrittore.

Con Milleunastoria contribuì inoltre alla promozione di iniziative come la Festa delle Erbe, pensata per recuperare conoscenze tramandate oralmente, valorizzare le specie spontanee della piana di Cavazzo, coinvolgere i produttori locali e mettere in rete attività economiche e associazioni.