Escursionista disperso tra Cadore e Friuli, ritrovato senza vita sugli Spalti di Toro
Si sono concluse tragicamente le ricerche di L.D.S., il 79enne di Domegge di Cadore che non aveva fatto rientro sabato da un’escursione in montagna. L’uomo è stato ritrovato senza vita poco prima delle 13 di domenica 16 agosto sugli Spalti di Toro.
Il corpo è stato individuato durante uno dei sorvoli dall’elicottero dei Vigili del fuoco, con a bordo due tecnici del Soccorso alpino del Centro Cadore.
Secondo la ricostruzione, l’escursionista, mentre stava rientrando dal Bivacco Gervasutti percorrendo il sentiero alto in cresta, sarebbe scivolato nei pressi della Cima del Ciadin degli Elmi, sugli Spalti di Toro. L’uomo è precipitato per una quarantina di metri, finendo bloccato all’interno di una fessura.
Ottenuto il nulla osta per la rimozione, la salma è stata recuperata e trasportata al campo sportivo di Domegge di Cadore, dove è stata affidata al carro funebre.
Le ricerche erano iniziate nella tarda serata di sabato. Il 79enne, esperto camminatore e profondo conoscitore del territorio, era uscito in mattinata per un giro in montagna. Non vedendolo rientrare, il fratello aveva lanciato l’allarme attorno alle 22, facendo scattare l’intervento del Soccorso alpino del Centro Cadore.
La sua automobile era stata rinvenuta parcheggiata sotto il Rifugio Padova e già durante la notte erano stati perlustrati i principali sentieri della zona.
Un elemento decisivo per restringere l’area delle ricerche era arrivato nella mattinata di domenica, quando una squadra aveva trovato la firma dell’uomo, risalente al giorno precedente, sul libro del Bivacco Gervasutti a Forcella Spe, al confine tra il Cadore e il Friuli. La firma era stata riconosciuta dai familiari.
Da quel momento le operazioni si erano concentrate nell’area, dove arrivava anche il vecchio tracciato del sentiero alpinistico Arturo Marini. Il cellulare dell’escursionista risultava non raggiungibile.
Alle ricerche hanno preso parte oltre 50 persone, appartenenti al Soccorso alpino della zona del Cadore e del Friuli, alla Guardia di finanza, ai Vigili del fuoco e ai Carabinieri forestali, con l’impiego anche di unità cinofile, droni ed elicotteri.
Sul versante friulano la Sores aveva attivato la Stazione Valcellina del Soccorso Alpino e il secondo elicottero dell’elisoccorso regionale, impegnato nelle perlustrazioni e nel trasporto in quota del personale.
