Addio a U.T. Gandhi, il Friuli piange uno dei suoi grandi musicisti
Il mondo della musica friulana è in lutto per la scomparsa di U.T. Gandhi, al secolo Umberto Trombetta Gandhi, uno dei musicisti più conosciuti e apprezzati del Friuli Venezia Giulia. Il batterista e percussionista è morto nella mattinata di lunedì 10 agosto, all’età di 66 anni, dopo essere stato colto da un malore nella sua abitazione di Osoppo. Lascia la moglie Tania Genova e la figlia Irene.
Nato a San Daniele del Friuli il 17 aprile 1960 e cresciuto artisticamente nel territorio friulano, Gandhi era un musicista autodidatta. Si era avvicinato al jazz nel 1978, costruendo poi una carriera durata oltre quarant’anni. Negli anni aveva perfezionato la propria formazione frequentando seminari con alcuni dei grandi nomi della batteria internazionale, tra cui Jimmy Cobb, Tommy Campbell e Peter Erskine.
Una carriera che dal Friuli lo aveva portato sui palchi di mezzo mondo. Per otto anni aveva fatto parte dell’Electric Five di Enrico Rava, partecipando a concerti e tournée in Italia, Europa, Canada e Giappone. Con Rava aveva preso parte anche a diversi progetti musicali e orchestrali, mentre nel 2010 era stato chiamato come batterista ospite per la storica reunion degli Area International POPular Group. Dal 1989 aveva suonato nelle principali rassegne e festival jazz, arrivando in Europa, Sud America, Africa, Asia e Canada.
Nel corso della sua lunghissima carriera U.T. Gandhi aveva collaborato anche con Paolo Fresu, partecipando tra l’altro a progetti insieme al trombettista sardo e a Daniele di Bonaventura. Gandhi figurava inoltre tra gli artisti legati alla Tǔk Music, l’etichetta fondata dallo stesso Fresu.
Ma la figura di U.T. Gandhi è rimasta profondamente legata anche al Friuli e a Osoppo. Alla dimensione internazionale aveva sempre affiancato l’insegnamento, la sperimentazione e un forte impegno sociale. Per otto anni aveva tenuto concerti e corsi di percussione e musica d’insieme nelle carceri di Udine, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo, un’esperienza dalla quale erano nati anche tre dischi realizzati con i detenuti. Aveva inoltre collaborato con il mondo della danza e del teatro e portato laboratori e incontri dedicati alla batteria e alle percussioni in tutto il territorio.
La musica era rimasta al centro della sua vita fino agli ultimi giorni. Nel 2025 aveva pubblicato “Farewell Dance”, progetto maturato nell’arco di molti anni e nel quale aveva messo insieme batteria, percussioni, tastiere, basso, elettronica e le tante influenze raccolte durante i suoi viaggi. Nel febbraio scorso aveva portato a Gemona “Music for the World”, insieme all’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis, raccontando attraverso la musica oltre quarant’anni di incontri e viaggi dal Friuli ai Balcani, dall’Africa alle Americhe e all’Estremo Oriente.
Ancora il 18 luglio era stato protagonista a Udin&Jazz con Marco Bianchi nel progetto “Dialoghi”, mentre due giorni più tardi, a Spilimbergo, aveva partecipato con Francesco Bearzatti e Juri Dal Dan a un concerto dedicato ai cinquant’anni dal terremoto del Friuli.
