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Montagna, il gran caldo mette in crisi l’acqua: rifornimenti anche con le autobotti

Il gran caldo mette sotto pressione anche la montagna friulana e ad Arta Terme, una delle principali località termali della regione e particolarmente frequentata nel periodo estivo, il normale approvvigionamento idrico non è più sufficiente a coprire il fabbisogno.

Per garantire la disponibilità d’acqua si è reso necessario ricorrere anche alle autobotti. Arta Terme è tra gli otto comuni della montagna friulana nei quali in queste ore si registrano situazioni di emergenza idrica (Lauco, Ravascletto, Treppo Ligosullo, Pulfero, Torreano, Dogna e Clauzzetto gli altri). In alcune abitazioni l’erogazione è stata sospesa per alcune ore, mentre diversi Comuni hanno emanato ordinanze per limitare il consumo di acqua agli usi indispensabili, vietando o invitando a evitare attività come l’irrigazione di orti e aiuole e il riempimento delle piscine.

La situazione viene monitorata complessivamente in una ventina di comuni, per un bacino di circa 13 mila utenze, grazie al CAFC.

A pesare è l’eccezionale ondata di calore che sta interessando tutto il Friuli Venezia Giulia. A Gorizia sono stati registrati 40 gradi, la temperatura più alta mai osservata in regione da una stazione meteorologica dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

Record assoluto anche a Cividale del Friuli, dove il termometro ha raggiunto i 39 gradi. Secondo quanto accertato dalla Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia, a Udine si sono toccati i 38 gradi e a Pordenone i 37: valori estremamente elevati, anche se in questi due casi non si tratta di primati assoluti.

Le temperature eccezionali stanno provocando difficoltà anche nel settore agricolo, con criticità segnalate in diverse aree della regione, mentre resta alta l’attenzione sull’evoluzione della disponibilità idrica nei territori maggiormente esposti alla siccità

Agricoltura sotto pressione, la Regione: «Situazione più critica del 2003»

La carenza d’acqua sta creando difficoltà crescenti anche al comparto agricolo, in particolare nel territorio udinese. Il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale Stefano Zannier assicurano che la Regione sta mettendo in campo tutte le azioni possibili per garantire la risorsa disponibile, dando priorità alle attività agricole. Dal 15 luglio, su indicazione dell’Autorità di bacino, le portate destinate all’irrigazione sono state parzialmente ridotte per preservare le scorte negli invasi, che tuttavia si sono progressivamente esaurite. Secondo Zannier, la situazione climatica attuale risulta ancora più critica di quella registrata nel 2003. Le elevate temperature stanno inoltre danneggiando le colture anche nelle aree regolarmente servite dagli impianti irrigui. La Regione ricorda gli investimenti avviati per potenziare il sistema: oltre 110 milioni di euro tra Piano Laghetti e Fondo sviluppo e coesione, ai quali si aggiungono risorse Pnrr e ulteriori finanziamenti nazionali. L’obiettivo è aumentare la capacità di accumulo e gestione dell’acqua e rendere il sistema agricolo regionale più resistente a siccità sempre più prolungate.

Incendi, proseguono le bonifiche tra montagna e Carso

Resta alta l’attenzione anche sul fronte degli incendi boschivi. Secondo l’ultimo bollettino della Protezione civile regionale, diffuso alle 22 di giovedì 6 agosto, nella zona di Chiusaforte, a Forcella Agar da Lis Tais, e a Malborghetto-Valbruna in serata non sono state registrate variazioni rispetto al pomeriggio. Le operazioni di bonifica riprenderanno nella mattinata di venerdì, condizioni meteo permettendo. Sul Carso triestino sono invece proseguiti gli interventi a Padriciano e Trebiciano, con Vigili del fuoco, Corpo forestale regionale, volontari della Protezione civile e pompieri volontari impegnati nelle attività di bonifica. Le squadre sono rientrate in serata, mentre il personale forestale è rimasto sul posto per il monitoraggio delle aree interessate. Nuovi sopralluoghi sono previsti nella mattinata di venerdì. Un possibile aiuto potrebbe arrivare dal cambiamento del tempo: dopo una serata ancora asciutta, nella notte sono attesi rovesci e temporali sparsi. Un peggioramento più deciso è previsto dal pomeriggio-sera di venerdì, con temporali, vento da nord-est anche a raffiche sostenute e temperature finalmente in calo.