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Incendi, ancora lavoro sulle montagne di Malborghetto-Valbruna: elicottero in azione sui punti caldi

Proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato nell’area montana di Malborghetto-Valbruna. Anche nella mattinata di mercoledì 5 agosto il Corpo forestale è rimasto impegnato sul fronte del fuoco, con il supporto dei volontari dei Corpi pompieri volontari di Malborghetto, Valbruna e Camporosso.

Nella zona è operativo anche l’elicottero del Servizio aereo regionale, utilizzato per sostenere le attività dall’alto e raggiungere i settori più difficili. L’attenzione delle squadre è concentrata soprattutto sulla bonifica delle fumarole e dei punti ancora caldi, che potrebbero provocare nuove riprese dell’incendio.

Complessivamente sono 14 i volontari impegnati nelle operazioni nell’area di Malborghetto-Valbruna.

La Protezione civile regionale ha fornito anche un aggiornamento sull’incendio di Padriciano, nel territorio di Trieste. Il rogo è entrato nella fase di bonifica e, nella mattinata di mercoledì, non è stato necessario attivare l’elicottero regionale.

Sul posto stanno operando le squadre dei gruppi comunali di Protezione civile di Trieste e Sgonico, insieme ai Corpi pompieri volontari di Trieste e del Carso. Anche in questo caso sono 14 i volontari impegnati.

Rimane chiusa al traffico la strada provinciale 19. I volontari dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia, dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato e dell’Associazione nazionale Carabinieri stanno presidiando e controllando i punti di accesso alla zona interessata.

Continua inoltre a rimanere disattivato l’elettrodotto Terna, una misura necessaria per consentire alle squadre di svolgere in sicurezza tutte le operazioni di bonifica.

I NUMERI

A conclusione delle principali operazioni di spegnimento dell’incendio di interfaccia scoppiato nel primo pomeriggio di sabato 1° agosto tra Padriciano e Gropada, il direttore regionale dei Vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia, Luigi Giudice, ha evidenziato l’impegno messo in campo dal Comando di Trieste, affiancato dal Comando di Gorizia e dal Reparto Volo dei Vigili del fuoco di Venezia. Più di cento operatori, con numerosi mezzi, hanno lavorato ininterrottamente per oltre 91 ore, proteggendo una casa di riposo e le abitazioni minacciate dalle fiamme, oltre a intervenire nelle aree boscate e nelle sterpaglie. Era stata predisposta anche l’eventuale evacuazione della struttura per anziani, che non si è resa necessaria grazie al dispositivo di sicurezza schierato. L’elicottero Drago 168 ha volato per oltre 15 ore, effettuando 115 lanci d’acqua, mentre i droni del Nucleo regionale Sapr hanno monitorato l’area per tre notti consecutive, con circa dieci ore di volo, individuando i punti caldi sui quali concentrare la bonifica. Anche nella mattinata di mercoledì sono rimasti operativi la squadra antincendio boschivo, un funzionario del Comando di Trieste, la squadra del distaccamento di Opicina e i droni. Giudice ha sottolineato come l’intervento abbia confermato la capacità delle strutture territoriali del Corpo nazionale di tutelare la vita delle persone e i beni dei cittadini.

Il quadro regionale conferma inoltre una stagione particolarmente impegnativa: dall’inizio del 2026 i Vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia hanno effettuato 379 interventi per incendi di boschi, sterpaglie e colture, già più dei 340 registrati durante l’intero 2025. Soltanto tra il 1° luglio e il 3 agosto gli interventi sono stati 128, dei quali 117 nel mese di luglio e 11 nei primi tre giorni di agosto.