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Ddl Protezione civile, sì del Senato alle nuove tutele: il caso Preone al centro della riforma

La morte di Giuseppe De Paoli, il volontario della Protezione civile travolto da un ramo il 29 luglio 2023 a Preone, e le successive conseguenze giudiziarie hanno aperto una profonda riflessione sul sistema di gestione delle emergenze.

De Paoli, 74 anni e vigile del fuoco in pensione, stava partecipando alle operazioni di monitoraggio e ripristino della viabilità dopo la violenta ondata di maltempo che aveva colpito la Carnia. Per la sua morte, il sindaco di Preone Andrea Martinis e il coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile Renato Valent sono stati condannati in primo grado a un anno, con pena sospesa, per omicidio colposo. La sentenza ha provocato forte preoccupazione tra amministratori locali e volontari, alimentando il timore che le responsabilità connesse agli interventi potessero indebolire la capacità operativa dell’intero sistema.

È anche alla luce del caso di Preone che assume particolare rilevanza il via libera dato dal Senato al disegno di legge sulla Protezione civile. Il provvedimento introduce una disciplina specifica della responsabilità penale colposa per volontari, autorità, dirigenti e funzionari pubblici impegnati nelle attività di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze.

«Il via libera del Senato è un passaggio importante e per nulla scontato», ha commentato l’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi.

«La tragedia di Preone e le sue conseguenze giudiziarie hanno creato profonda preoccupazione nell’intero sistema di Protezione civile – ha aggiunto – ma le nuove tutele potranno offrire maggiori certezze e garanzie a volontari, sindaci e a quanti devono assumere decisioni d’emergenza nell’interesse delle proprie comunità».

Il disegno di legge punta a distinguere gli errori commessi durante situazioni eccezionali dalle condotte caratterizzate da colpa grave. Nella valutazione delle responsabilità assumeranno particolare importanza il rispetto delle linee guida e l’applicazione delle buone pratiche riconosciute.

L’obiettivo è rendere il quadro normativo più aderente alle condizioni nelle quali operano gli appartenenti al sistema di Protezione civile, spesso chiamati a intervenire rapidamente, in contesti complessi e imprevedibili, assumendo decisioni dalle quali può dipendere la sicurezza delle persone e del territorio.

«Si tratta di un provvedimento che tutela un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, primi cittadini, strutture operative e volontari: uomini e donne che mettono gratuitamente a disposizione della comunità tempo, competenze ed energie», ha sottolineato Riccardi.

Secondo l’assessore, garantire un quadro normativo più chiaro non significa eliminare le responsabilità, ma proteggere chi agisce correttamente, nel rispetto delle regole, durante interventi nei quali è necessario prendere decisioni in tempi molto brevi.

«Garantire a volontari e sindaci maggiori certezze significa proteggere gli sforzi di chi si dedica agli altri e rafforzare la capacità di risposta dell’intero sistema», ha osservato.

Riccardi ha evidenziato anche la collaborazione emersa tra le diverse componenti istituzionali e politiche. Il caso Preone aveva infatti provocato una mobilitazione trasversale in Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo sindaci, amministratori regionali e rappresentanti parlamentari nella richiesta di una modifica normativa capace di salvaguardare il modello della Protezione civile.

«L’intero arco istituzionale e politico ha saputo accantonare le differenti visioni e collaborare per tutelare un sistema d’eccellenza che tutto il mondo ammira», ha dichiarato l’assessore.

Dopo l’approvazione del Senato, il testo dovrà ora tornare alla Camera per il via libera definitivo. «È un risultato importante – ha concluso Riccardi – che dimostra come, quando le istituzioni lavorano insieme nell’interesse delle comunità, sia possibile dare risposte rapide e concrete. L’auspicio è che la Camera approvi definitivamente il disegno di legge in tempi brevi».